in breve

Nato nel 1975, Matteo Corradini è autore di libri per adulti e per ragazzi. Pubblica con Salani. Dottore in Lingue Orientali con specializzazione in lingua ebraica, si occupa di creazione, didattica della Memoria, espressione. È tra i curatori del festival scrittorincittà (Cuneo). Fa parte del team di lavoro del MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Ferrara). Collabora alle testate Andersen e Avvenire – Popotus. Con alcuni amici musicisti prepara conferenze musicali. Ha vinto il primo Premio nazionale Alberto Manzi per la migliore opera educativa per ragazzi. È TrattoVip 2010 e 2011, e la Fila gli ha dedicato un TrattoPen.

studi

1994 – diploma di Liceo Scientifico
1999 – laurea in Lingue e Letterature Orientali, Ca’ Foscari (Venezia)
2002 – specializzazione in Media Education, Università Cattolica (Milano)

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editoria

Curatore del programma del festival scrittorincittà (Cuneo).
Iscritto dal 1999 all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia Romagna, albo pubblicisti.
Collaboratore di Andersen, mensile di scuola ed editoria per l’infanzia. Collaboratore di Avvenire per l’inserto Popotus e l’inserto Noi Genitori e figli. Già collaboratore di Scuola Italiana Moderna e Scuola e Didattica di Brescia, periodici rivolti agli insegnanti delle scuole elementari e medie, e di Animals, mensile dedicato al fumetto e all’illustrazione.

ebraismo

Membro del team di lavoro del MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Iniziative e progetti educativi nelle scuole, conferenze, laboratori e manifestazioni.
Dal 2010, per il MEIS, nel team di lavoro della Festa del Libro Ebraico a Ferrara.
Dal 2004, per la Provincia di Pavia: cura di Matite per la Memoria, esposizione di illustratori nazionali sul tema della Shoah da un’idea di Andrea Valente.
Nel 2009: organizzatore del Giorno della Memoria per la Provincia di Pavia, in occasione dei 70 anni dalle leggi razziali.
Esperienze e ricerca sulla mistica ebraica medievale, con particolare riferimento all’area europea e alla traduzione dei testi tra il 1000 e il 1400.

insegnamento e progetti

Dal 2002, docente a contratto presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Piacenza.

2002-2004

Tecnologia dell’istruzione e dell’apprendimento.

2002-2004

Informatica applicata all’educazione multimediale.

2004-2008

Metodi e tecniche del gioco e dell’animazione.

2004-2008

Metodologia del lavoro di gruppo.

2001-oggi

Laboratorio di Tecniche di animazione.

Progetti educativi all’interno delle scuole di diverso livello in Italia: corsi interattivi, didattica emozionale, ebraismo, comunicazione espressiva.

attitudini

Lunga pratica nel campo dell’educazione, della formazione, dell’informazione e della didattica della Memoria. Lunga pratica nel campo dell’immagine e dell’editoria, anche per l’infanzia.

parlo e scrivo

L’inglese, l’ebraico, il francese.

dicono…

«Il tuo stile mi piace molto».
Federico “Capitan Fede” Poggipollini
novembre 2010, a mezzanotte

«Sei un dottore in Lingue Assurde».
Caterina, 9 anni
febbraio 2006

«Questo appassionato trentenne, già titolare di due cattedre all’Università Cattolica di Piacenza ma instancabile creatore di libri e di progetti educativi si meriterebbe un premio speciale, intitolato non so cosa, per l’amore e il tempo che dedica ai giovani e alla loro educazione. Beato il suo Comune ad avercelo come cittadino».
Vivian Lamarque
Andersen, novembre 2005

«Nelle pagine del bellissimo libro di Matteo Corradini siamo presi per mano e accompagnati attraverso la storia. Matteo Corradini possiede una profonda conoscenza della materia e riesce a giocare con lo spazio e il tempo, utilizzando sempre i due elementi con precisione e ironia».
Roberto Denti
Liber, settembre 2005

 

Mi piaceva lavorare con il papero [Paperino], perché potevo riempirlo di botte, fargli male, farlo cadere da un precipizio. Mi divertivo un sacco con Paperino. Con Topolino sarebbe stato un po' pericoloso, perché Topolino deve sempre aver ragione. Col papero avevo un personaggio comico e potevo trattarlo male e prendermi gioco di lui. Carl Barks