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UNIVERSITÀ CATTOLICA – PIACENZA

2010 – oggi • Responsabile del laboratorio di Gestione delle relazioni educative.

2004 – 2009 • Insegnamento a contratto di Metodi e tecniche del gioco e dell’animazione. Insegnamento a contratto di Metodologia del lavoro di gruppo. Valutazione della didattica: 960 / 1000. Responsabile del laboratorio di Tecniche di animazione – Comunicazione non verbale.
Insegnamento a contratto di Tecnologia dell’istruzione e dell’apprendimento. Valutazione della didattica: 955 / 1000. Insegnamento a contratto di Tecnologia dell’istruzione e dell’apprendimento. Insegnamento a contratto di Informatica applicata all’educazione multimediale. Valutazione della didattica: 931 / 1000.

Lezioni e corsi dedicati alle metodologie della creatività, nella didattica del gioco e nelle tecnologie dell’istruzione. Utilizzo di mezzi multimediali per l’insegnamento, podcast delle lezioni, blog interattivi, web 2.0 con finalità educative. Relatore per le tesi di 63 studenti. Correlatore per 18 tesi.

 

POLITECNICO – MILANO

2014-2015 • Docente a contratto – Laboratorio di design degli Interni. Condominio narrativo: progettazione, riflessioni sulla natura dell’abitazione nella narrazione. Valutazione della didattica: 3,6 / 4.

Munari scrittore, Munari pedagogista, Munari designer, Munari artista, Munari “semplicemente” progettista … Munari come bussola di pensiero per riuscire a collegare diversi ambiti e sensibilità al progetto. Quindi con Munari in testa e in tasca “La vita istruzione per l’uso” di Georges Perec, proviamo a imparare la lezione degli scrittori che riescono a raccontare la società utilizzando la struttura di un “condominio”. Oggi come allora l’abitazione è il ritratto dei suoi abitanti che, nel secondo decennio degli anni duemila, appartengono a nuove categorie sociali: coppie di fatto, genitori single, precari, ecc.

Si cercherà quindi di immaginare un’altra volta un progetto in sezione, un carotaggio del quotidiano col fine di scoprirlo in tutta la sua preziosa e suggestiva complessità. Re-inventare come riescono a fare i bambini (a volte), re-inventare come si dovrebbe fare con i bambini (che poi sono gli adulti di domani!) per allenarli a vivere in maniera più pronta e creativa la loro prossima contemporaneità. Non ci resta allora che ripartire dalle “cose… cose”, dalle “case… case”, dai giochi veri per poter ridefinire il nostro abitare e forse per poter migliorare quello futuro.

Partiamo quindi dalla sezione di un condominio contemporaneo per ripensare il gioco del “far finta”: una casa somma delle difficoltà, delle debolezze, delle passioni e anche dei problemi dei suoi abitanti da poter affrontare con la disciplina del progetto. Nuove tipologie di famiglia, nuovi abitanti non più riconducibili a un solo modello di riferimento: protagonisti diventano di volta in volta Carmelo cuoco con cinque figli, Maria giovane calabrese precaria nella scuola, Giorgio, Carla e Marcela studenti di architettura fuori sede.

Le singole case saranno pensate per essere prodotte con tecnologie di taglio digitale e/o stampa 3D, così da poter essere caricate in rete e condivise come file open source. Si verifica così una sorta di cortocircuito fra progetto e vita: i modelli delle case prodotte durante il  corso diventano giocattoli reali per l’utente, delle “case delle bambole” in cui per una volta Barbie si immedesima in Carmelo, Maria, Giorgio, Carla e Marcela, e si potrà giocare finalmente con una “Barbie” più umana e contemporanea.

Ad ogni gruppo saranno assegnati un appartamento del nostro “condominio narrativo” e un racconto collegato ai suoi abitanti. Gli studenti, con in mano lo spazio e i sogni degli inquilini, dovranno progettare uno ambiente idoneo allo stile di vita di questi contemporanei Ken e Barbie. L’output finale saranno dei modelli in scala 1:20 delle singole abitazioni che ogni gruppo andrà a realizzare fisicamente. La ricomposizione delle singole abitazioni andrà a comporre il “condominio” del Laboratorio, che sarà esposto nella mostra di fine anno.

 

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