scrittorincittà

scrittorincitta 15novembre03

Matteo Corradini, con Andrea Valente, Stefania Chiavero, Paolo Collo e Giorgio Vasta, è curatore del programma e organizzatore del festival letterario scrittorincittà – Cuneo, giunto alla diciottesima edizione.

Un tema ogni anno a fare da filo conduttore. Dalla prima edizione, del 1999: Letterature tra nord e sud, Il viaggio e il sogno, Isole, Paure, Confini, I luoghi della libertà, Passioni, 2007: In questo preciso momento, 200∝: Ai bordi dell’infinito, Luci nel buio, Idoli, Orizzonti verticali, Senza fiato, Terra, terra! Più di cento autori che ogni anno incontrano altri autori e altri libri, e presentano a un pubblico partecipe i loro ultimi lavori, freschi di stampa, offrendo la loro personale interpretazione del tema conduttore dell’edizione. Una serie di dibattiti, tutti a più voci, per far sì che gli incontri non siano una semplice presentazione-promozione editoriale, ma un’occasione di confronto e crescita, per chi ascolta e per chi interviene. Un luogo fisico per l’evento, il Centro Incontri della Provincia, che è nucleo geografico e istituzionale della manifestazione e della città, che ospita la maggior parte dei dibattiti e che si anima di una libreria appositamente allestita e di uno Spazio Ragazzi; un luogo fisico che per i quattro giorni della manifestazione diventa crocevia, festa, spazio d’elezione per i cittadini e per i lettori di tutte le età. Una corona di piccoli e grandi punti d’incontro, pubblici e privati, che partecipano attivamente alla manifestazione concedendo i propri spazi, il proprio pubblico, e la propria storia: Società Operaia, Casa Galimberti, Circolo ‘l Caprissi, Cinema Monviso, Palazzo Comunale, Teatro Civico Toselli, Teatro Officina, Sala San Giovanni… E poi il Teatro, con grandi eventi in prima nazionale e spettacoli per bambini e ragazzi, e musica, con musicisti e scrittori (magari musicisti scrittori), per le serate dopoteatro.

2017
Briciole – 15-20 novembre

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  • Diceva Kahlil Gibran: «Tutte le nostre parole non sono che Briciole cadute dal banchetto dello spirito», e proprio da lì si partirà, dalle parole dello spirito, potenti e fragili insieme, ma ancora così importanti per le persone, per il mondo, per i lettori di ogni età. Ciascuna briciola, pur piccola e apparentemente insignificante, ha il sapore dell’intero pane. Ciascuna briciola, pur piccola per alcuni, è magari preziosissima per altri. Ciascuna briciola è parte di un tutto, è piccola e significativa insieme. Sono tante le domande che ispireranno i numerosi incontri del festival. Noi siamo Briciole? Sparpagliati, indifesi, poco uniti? I ragazzi, i giovani, sono briciole? Gustosi, preziosi, ma fragili? I libri sono briciole? Sono briciole come quelle delle fiabe?
    Briciole di cultura, briciole di società, briciole di espressione. Briciole anche di economia. Con grande ironia, Groucho Marx usava proprio le briciole come metafore della crisi. Diceva: «Durante la Grande Depressione del 1929, in Central Park i piccioni portavano le briciole di pane ai passanti».
    Briciole è responsabilità. In un tempo che ci spinge a pensare alla nostra responsabilità sul presente, sentirsi briciole è insieme difficile e salutare. Significa sentirsi gustosi, nutrienti, ma anche forti solo se insieme. Per gli adulti la responsabilità è la strada da ritrovare o da tracciare. Per i giovani è la propria presenza nel mondo. Per i bambini e i ragazzi è la strada dell’espressione di sé più libera e autentica, da subito.
    Briciole è anche spensieratezza e divertimento: «Ti bastan poche briciole, lo stretto indispensabile e i tuoi malanni puoi dimenticar» diceva l’orso Baloo nella versione disneyana del “Libro della giungla”. Insomma: Briciole per sapere da dove vieni. Briciole per sapere dove vai. Briciole per conoscere il gusto che hai.

2016
Ricreazione – 16-21 novembre

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  • Le novità, il rinnovamento, il senso della fantasia, della creatività, della creazione in genere. L’idea che sta alla base di una speranza: creare e ricreare non sono verbi qualsiasi ma danno un gusto originale alle cose, ossia permettono di modificare il mondo, migliorandolo e rendendolo più vivo e vivibile. Ri-creare modifica l’idea di tempo: il tempo diventa una occasione per dire, annunciare, raccontare, il tempo è qualcosa in movimento, che anticipa il futuro e diventa aspettativa, attesa, voglia di fare ma soprattutto di diventare. Inventare e diventare possono risollevarci, rialzarci. Se COLORI (2014) era dedicato all’espressione di sé e alla bellezza dell’incontro, DISPARI (2015) all’identità e alle passioni/difficoltà del presente, RICREAZIONE rappresenta il terzo passaggio, dedicato al futuro, alla vita che verrà. La RICREAZIONE è quella scolastica: un momento di pace tra un impegno e l’altro, dedicato agli amici, al nutrimento, a staccare, a giocare. Ma anche a ricaricarsi per impegnarsi di nuovo, appena dopo. È un tempo positivo, non è un passatempo. Serve a rigenerarsi, ossia a ri-creare se stessi. È quello che fanno i libri: sono attimi di pausa, di silenzio, di stacco dal tran tran degli impegni. Ma servono a impegnarsi di più, a creare se stessi. A cambiarsi, ossia a crescere. Vogliamo che la novità scandisca il nostro tempo.

2015
Dispari – 11-15 novembre

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2014
Colori – 12-16 novembre

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2013
Terra, terra! – 13-17 novembre

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2012
Senza fiato – 14-18 novembre

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2011
Orizzonti verticali – 17-20 novembre

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2010
Idoli – 18-21 novembre

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2009
Luci nel buio – 12-15 novembre

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2008
Ai bordi dell’infinito – 13-16 novembre

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2005
Passioni – 10-13 novembre

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scrittorincittà | XIX edizione | BRICIOLE

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scrittorincittà | XVIII edizione | RICREAZIONE

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DISPARI: una parola che evoca soprattutto uno squilibrio, nel bene e nel male. Uno squilibrio che esiste in tanti modi e momenti diversi. Dà l’idea di fragilità, a volte di precarietà. E la questione diventa più complessa da approfondire se parliamo di disparità. Come vengono raccontate, nei libri, le disparità? E soprattutto: abbiamo intenzione di parificarle? Di desiderare davvero un mondo di pari? Perché DISPARI è anche uno scarto con la normalità. Ogni genio, in fondo, è una sorta di dispari. Dispari è un salto, dinamismo, una figura non allineata che porta energia e freschezza. DISPARI può essere quindi un valore: uno squilibrio può portare novità, cambiamento, originalità. DISPARI è come un incipit. Tutti i libri cominciano in pagina dispari, no?

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Addolorati e interpellati dagli eventi drammatici accaduti a Parigi, abbiamo sentito ancor più forte la responsabilità di ascoltarci, stringerci.
Sabato 14 novembre alle ore 16 ci siamo trovati al Teatro Toselli di Cuneo. Hanno preso la parola gli autori francesi impegnati al festival, Jean-Paul Didierlaurent e Pef, con le istituzioni pubbliche. Il maestro Ramin Bahrami ha suonato l’Aria dalle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach.
Desideriamo condividere il dolore e il desiderio di restare umani, e di rimanere uniti.

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