Alfabeto ebraico

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Salani, Milano
pp. 96 – € 18,90
ISBN 978-8862567671

illustrazioni di Grazia Nidasio

Le lettere dell’alfabeto per avvicinarsi alla cultura di un popolo

In ebraico la parola cosa e la parola parola si scrivono nello stesso modo: dabar. È una specie di magia, e le lettere dell’alfabeto sono come profumi che salgono verso il cielo. Ogni lettera di questo libro è come un seme, da cui crescono le parole come piante. Ogni parola, come un albero, fa ombra ad altre parole, porta in alto altre parole. Le lettere creano, le lettere distruggono. Questo libro non si occupa però dell’alfabeto italiano, ma delle lettere dell’alfabeto ebraico. Sono tra le più antiche al mondo e la loro forma è nata quando qualcuno si è messo a copiare la forma delle cose: la alef è la forma del bue, la bet di una casa, la wav è una freccia. Una leggenda ebraica dice che dovremmo imparare a leggere l’alfabeto, per vedere attraverso le lettere tutte le cose che ci sono nel mondo.
Per ogni lettera dell’alfabeto una storia illustrata legata alla cultura ebraica e un’introduzione esauriente alla sua origine, ai suoi significati e alla sua storia. I testi sono scritti in maniera semplice e adatta ai lettori di ogni età. Una parte è inoltre dedicata all’apprendimento delle tecniche grafiche per imparare a scrivere le lettere.

L’alfabeto è il tramite tra i pensieri e le cose, è la strada di sassi in un fiume che collega due sponde. Un alfabeto è l’insieme dei mattoni con cui costruire gli edifici della mente, dai più piccoli ai più maestosi. E soprattutto l’alfabeto è il distillato della storia e della cultura di chi lo ha fatto. In questo preziosissimo libro, le ventidue lettere dell’alfabeto ebraico sono raccolte, studiate e spiegate attraverso ventidue racconti illustrati da una maestra dell’illustrazione italiana: una lettura insieme fiabesca e profonda, poetica e semplice, per avvicinare i bambini alle meraviglie dell’alfabeto per eccellenza e per scoprire un universo di significati in cui ciascuno di noi può riconoscere il proprio.

Introduzione

Ogni lettera dell’alfabeto ebraico è come un seme, da cui crescono le parole come piante. Ogni parola, come un albero, dà vita ad altre parole, fa ombra ad altre parole, porta in alto altre parole. Se guardiamo la parola “seme” troviamo quattro lettere che ci portano lontano. S come Sole, d’accordo, ma anche come Savana o Sorella o Silenzio o Sorriso. Perché mia Sorella Sorride in Silenzio sotto il Sole della Savana? Ed ecco la E, come Entrare, come Eco, come Energia. E la M come Me, Miraggio…

Le lettere creano, le lettere distruggono.

Le lettere dell’alfabeto ebraico sono tra le più antiche al mondo. La loro forma è nata quando qualcuno si è messo a copiare la forma delle cose: la alef è la forma del bue, la bet di una casa, la vaw è una freccia…

In ebraico la parola cosa e la parola parola si scrivono nello stesso modo: dabar. È una specie di magia. LE cose e le parole sono la stessa… cosa, e la stessa… parola.

Le lettere dell’alfabeto sono come profumi che salgono verso il cielo.

Una leggenda ebraica dice che dovremmo imparare a leggere l’alfabeto, per vedere attraverso le lettere tutte le cose che ci sono nel mondo. Ma non solo: dovremmo imparare a vedere tutte le cose del mondo tra una lettera e l’altra, dove nei libri (e anche in questo) c’è soltanto un misteriosissimo bianco.

 

 

Le illustrazioni di Grazia Nidasio

A Radio24

Radio 24 – Un libro tira l’altro – condotto da Salvatore Carrubba. Puntata del 27 gennaio 2013, “Il confettino”.

Intervista a Il Libraio

Festivaletteratura 2012, tra un incontro e l’altro.

Il racconto della Alef

Il racconto della Dalet

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