festivaletteratura

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Una manifestazione all’insegna del divertimento culturale, cinque giorni di incontri con autori, reading, spettacoli, concerti con artisti provenienti da tutto il mondo. Festivaletteratura è oggi uno degli appuntamenti culturali più attesi: ogni anno, all’inizio di settembre, scrittori, lettori, migliaia di persone si ritrovano a Mantova per vivere questa atmosfera di festa.
Al Festival partecipano narratori e poeti di fama internazionale, le voci più interessanti delle letterature emergenti e delle giovani generazioni di autori, e ancora saggisti, musicisti, artisti, scienziati secondo un’accezione ampia e curiosa della letteratura, che non si nega alla conoscenza di territori e linguaggi lontani dai canoni tradizionali.
Fin dalla prima edizione Festivaletteratura ha cercato di instaurare un rapporto più diretto tra scrittori e pubblico, sperimentando in questo senso nuove modalità di confronto, di scambio, di ricerca. Accanto agli incontri più “tradizionali”, sono stati proposti negli anni percorsi guidati al patrimonio storico culturale della città; momenti teatrali con testi firmati da importanti autori; reading di poesia; eventi in lingua originale; comizi sulla pubblica piazza; incontri di breve durata in cui gli scrittori svelano idee ancora abbozzate o interessi sconosciuti; incursioni nella letteratura del passato; confronti tra autori e intervistatori scelti tra i volontari del Festival nelle serate di Blurandevù e molto altro ancora.
Un’attenzione particolare è rivolta ai bambini e agli adolescenti: numerosi incontri, spettacoli e laboratori all’interno del programma sono pensati solo per i ragazzi o per adulti e ragazzi insieme, invitando spesso anche gli scrittori dei “grandi” a confrontarsi con i più piccoli.
Per costruire ogni anno un programma così vario, Festivaletteratura resta in costante ascolto di quanto si muove tra letteratura e dintorni: ma sono per primi autori e pubblico a lasciare suggerimenti, desideri, puntuali indicazioni che il Festival raccoglie per l’edizione successiva. Grazie a questa spinta ad innovare costantemente la propria proposta, Festivaletteratura riesce a mantenere viva nel pubblico la voglia di tornare a Mantova per fare nuove scoperte e riportare a casa idee e letture per un anno intero.

2015

  • Giovanni Bietti con Matteo Corradini

    Mi Studio la Polacca… e d’Improvviso un Valzer Notturno ci travolge… Perché? Perché Fryderyk Franciszek Chopin aveva il corpo a Parigi ma il cuore a Varsavia, aveva un naso che usciva dai dipinti, aveva una morosa con il nome di un uomo, aveva le dita storte e soprattutto… viaggiava in camion. Non si spiegherebbe altrimenti il perché della sua straordinaria diffusione in tutto il mondo, e della speciale e profonda compagnia che fa a chi lo ama. Il compositore e musicologo Giovanni Bietti dialoga con lo scrittore e ascoltatore Matteo Corradini (Improvviso scherzo notturno) per raccontarci con parole ed esempi musicali il più straordinario compositore della storia del pianoforte. Due punti di vista diversissimi, un racconto a due voci con inserti suonati. Suonati, proprio così.

  • Lena Merhej con Elisabetta Bartuli e Matteo Corradini

    Nella storia degli ultimi anni, in cui il mondo arabo è stato scosso dalle sue “primavere”, numerosi illustratori e vignettisti si sono esposti per comunicare al mondo e ai giovani, con mezzi più immediati e coinvolgenti dei quotidiani locali, i problemi generati dalle rivolte o celati dalla propaganda dei regimi autoritari. Gli spazi di libertà a loro disposizione sono esigui e spesso minacciati dalle frange religiose più estremiste, ma anche grazie alla Rete, un universo prima sconosciuto ha acquistato maggiore visibilità in Europa. La libano-tedesca Lena Merhej (tra le fondatrici della rivista Samandal) e l’egiziano Shennawy (che ha lanciato il periodico satirico Tok Tok), con l’aiuto di Elisabetta Bartuli e Matteo Corradini, cercheranno di cancellare le frontiere geografiche e incoraggiare lo scambio di esperienze, portando al pubblico di Mantova la loro audace visione.

  • Matteo Corradini

    Gli autori si divertono con l’OPAC dell’Archivio di Festivaletteratura. Vi piacerebbe mettere insieme un vostro programma fatto tutto di premi Nobel passati a Mantova? O un Festival di poeti o di scrittori scandinavi o di eventi dedicati al romanzo rosa? Grazie alla pubblicazione on-line dell’OPAC dell’Archivio di Festivaletteratura, è possibile organizzare una personalissima playlist d’incontri per riascoltare e rivedere fotografie, registrazioni o altri documenti. Quattro tra i nostri ospiti più affezionati si cimenteranno davanti al pubblico in una sorta di fantafestival, costruendo una giornata “ideale” del Festival con incontri delle edizioni passate. Le immagini e le tracce audio di questi incontri saranno proposti per tutta la giornata nelle stanze del palazzo dell’Accademia, per rivivere il Festival del passato attraverso l’Archivio.

2014

  • Vanna Cercenà e Mario Desiati con Matteo Corradini

    Dai 10 ai 14 anni. Anni Settanta. Teresa, italiana, dieci anni, vive in una minuscola soffitta come clandestina. Nessuno deve accorgersi che è lì. Fino agli anni Novanta infatti le leggi svizzere non consentivano ai cosiddetti lavoratori stagionali di portare con sé la famiglia. Vanna Cercenà racconta la storia di Teresa in Non piangere, non ridere, non giocare perché la memoria del nostro passato di migranti ci aiuti a capire i problemi di chi lascia per necessità il proprio paese e cerca da noi una vita migliore. Come succede a Ervin, protagonista del romanzo di Mario Desiati, che dall’Albania arriva a Bari. Sarà l’amicizia a salvare i due migranti bambini, come avrà modo di sottolineare Matteo Corradini a cui è affidata la conduzione dell’incontro.

  • Andrea Molesini e Fabrizio Silei con Matteo Corradini

    Bambini e adulti dai 12 anni in su. “È di cipria e di ferro la paura, e ha l’odore del piscio e della terra bagnata. Una cipria che scivola giù, nello stomaco, e lì fa uno sconquasso, e fai fatica anche a pensare, che quando i dieci li hai compiuti da un pezzo dovrebbe essere una cosa semplice”: Andrea Molesini (Non tutti i bastardi sono di Vienna e La primavera del lupo) e Fabrizio Silei (Bernardo e l’angelo nero e Fuorigioco) hanno saputo dare voce ai bambini e ai ragazzi coinvolti negli eventi bellici. Ma come si racconta ai più giovani la guerra? I due scrittori ne parlano con Matteo Corradini.

  • Matteo Corradini e Sualzo con Massimo Cirri

    Temporary story. Ragazzi dai 14 ai 18 anni. Ci sono uno scrittore e un disegnatore che non si conoscono; poi ci sono i ragazzi e le ragazze che contribuiranno a realizzare questa storia per immagini, che finito l’incontro, svanirà. O forse rimarrà nella mente e nel cuore di chi ha avuto la fortuna di incappare nella temporary story. Sarà il tratto di Sualzo (Fiato sospeso; Fermo) a illustrare la storia ideata con i ragazzi dallo scrittore Matteo Corradini (La Repubblica delle farfalle; Annalilla) e dedicata ai momenti cruciali della nostra vita, grazie anche alla conduzione di Massimo Cirri.

2013

  • Silvana Gandolfi con Giorgio Scaramuzzino e Matteo Corradini

    Silvana è una grande viaggiatrice, e ritroviamo nei suoi libri animali, paesaggi, persone, scorci di mondo che, rivisitati dalla sua immaginazione, diventano teatro di storie e nuove avventure. La sua curiosità ama muoversi anche tra le pieghe dei sentimenti umani e nei guai della storia, per trovare ragioni. Rimettiamo in fila i suoi tanti libri (ultimi: Io dentro gli spari e Il club degli amici immaginari), con l’aiuto della voce di Giorgio Scaramuzzino e le domande incalzanti dell’amico scrittore Matteo Corradini.

  • Paul Doswell e Sofia Gallo con Matteo Corradini

    “Credo anche, e fortemente, che abbiamo bisogno di guardare alla storia per ricordarci delle conseguenze dell’integralismo politico e religioso, dell’intolleranza, del fanatismo. Per questo è importante cercare di renderla interessante ai bambini e agli adolescenti”. I pezzi di storia sono quelli che Paul Dowswell racconta nei suoi libri, ma anche le fonti, i documenti, le testimonianze, le ricerche che fa, per restituire il passato alle giovani generazioni. L’autore di Ausländer. Straniero si confronta con Sofia Gallo (I lupi arrivano col freddo) su come raccontare la storia ai ragazzi. Conduce l’incontro Matteo Corradini.

  • Miriam Camerini

    È venerdì sera. La calma plana sul mondo: è entrato lo Shabbat, giorno di festa in cui gli ebrei ricordano che Dio cessò l’opera della creazione, nel settimo giorno della settimana. Per accogliere degnamente il Sabato, chiamato nelle fonti “regina” e “sposa”, abbiamo imbandito una tavola con cibo delizioso, tipico dello Shabbat, fiori e candele. Siete tutti invitati a cena: vi aspettano letture sceniche, cibo, musica e libere conversazioni con alcuni fra gli ospiti del Festival più legati all’ebraismo. Shabbat è anche un momento per stare assieme alla persona che abbiamo di fianco, a telefoni spenti. Illustrare le regole sottili del Sabato, lasciar trapelare la luce che si sprigiona dall’intreccio delle norme e delle tradizioni, è un’impresa nella quale si avventura con gioia Miriam Camerini, autrice e attrice teatrale. Il menu della cena è curato e preparato dalla Condotta Slow Food di Mantova.

  • Pino Costalunga con Matteo Corradini

    L’infanzia è un luogo dove adulti e bambini si possono incontrare: “è faticoso frequentare i bambini (…) perché bisogna mettersi al loro livello, innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti” (Janusz Korczak). L’infanzia non è un tempo, è un luogo dove la fantasia, lo sguardo innocente, il gioco, la voglia di giustizia e di libertà sono insopprimibili e dove ci sono solo le parole vere o la risata felice o le grosse lacrime per esprimere tutto ciò che sentiamo. Insieme a grandi e piccini presenti agli incontri e con l’aiuto degli autori ospiti, attraverso discorsi, letture e giochi tracceremo una mappa fatta di parole, sentimenti e immagini per trovare la strada che porta alla nostra comune infanzia. Con Pino Costalunga. Altri eventi della stessa serie con Michela Murgia e Ulf Stark.

  • Matteo Corradini con Riccardo Battisti, Gabriele Coen ed Enrico Fink

    C’è un clarinetto che è stato fabbricato a Terezín negli anni Trenta. È stato venduto a Praga a un musicista ed è ritornato a Terezín col suo padrone, im- prigionato perché ebreo nel “ghetto modello” che serviva alla propaganda nazista: il clarinetto suonò per mesi, il suo padrone fu deportato in un lager. Matteo Corradini ha raccontato La repubblica delle farfalle: le paure e la resistenza dei ragazzi di Terezín. E un giorno ha trovato il clarinetto, che era passato di mano in mano, e ha pensato di rimetterlo a nuovo. Tornerà a suonare, per la prima volta, dopo settant’anni di silenzio. Lo farà grazie al fiato di Gabriele Coen e al jazz “ebraico” di Enrico Fink (flauto traverso) e Riccardo Battisti (fisarmonica). Tra le note, le parole del ghetto. In collaborazione con il Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova.

2012

  • Shaul Ladany e Andrea Schiavon con Matteo Corradini

    C’è un marciatore che ogni anno, per il suo compleanno, percorre un chilometro per ogni anno vissuto. La marcia di Shaul Ladany è iniziata 76 anni fa: ha incontrato alla partenza la prigionia nel campo di Bergen-Belsen, è passata per la Guerra dei Sei Giorni in Israele, ha conosciuto uno dei suoi momenti di crisi nell’attacco terroristi- co di Settembre Nero agli atleti israeliani durante le Olimpiadi di Monaco, avvenuto esattamente quarant’anni fa. Una marcia ininterrotta, che per tenacia e costanza gli è valsa anche molti record e medaglie in campo sportivo. Insieme al giornalista Andrea Schiavon, autore di Cinque cerchi e una stella, e a Matteo Corradini, Ladany torna sui successi e sulle tragedie che hanno segnato la sua vita e insieme quella del suo paese. con il contributo dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Israele in Italia.

  • Matteo Corradini

    Dai 9 ai 12 anni. Le lettere dell’alfabeto ebraico sono davvero misteriose. Però sono anche smemorate: la loro forma deriva da disegni così antichi che si sono dimenticate da quali. Ci vorrà qualcosa per ricordarglielo, per esempio un laboratorio che abbia ingredienti diversi: un po’ di disegno d’invenzione, un po’ di corso di ebraico, un po’ di “yoga delle lettere”, un po’ di scrittura. Perché in ebraico la parola “cosa” e la parola “parola” sono la stessa cosa e la stessa parola. E allora… perché non cosare tutti insieme?

  • Quante sono le regole del calcio? Tre, duecento o centomila? Chi le ha dette? Dove stanno scritte? E se il pallone lo porto io? E se per ognuna ti racconto una storia? Tanto vale chiederlo a chi le storie le racconta davvero (Andrea Valente) e chi una squadra e l’ha avuta a livelli molto diversi (Roberto Boninsegna e Matteo Corradini). Da Zoff Gentile Cabrini a Buffon Bonucci e Chiellini, quattro chiacchiere e due palleggi narrativi, tra ricordi passati e speranze future. E se il prossimo campione fossi tu?!
  • Seconda tornata con Accademia degli Invaghiti, Simonetta Agnello Hornby, Marco Baliani, Ugo Bazzotti, Stefano Benni, Federica Caneparo, Matteo Corradini, Franco Farinelli, Helena Janeczek, Tahar Lamri, Davide Longo, Matteo Motolese, Paolo Nori, Paolo Panaro, Giuseppe Pederiali, Bianca Pitzorno, David Riondino, Stefano Scansani, Bruno Tognolini.
    Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori: ecco finalmente Ludovico Ariosto che torna a Palazzo Te. Due serate – per quattro tornate complessive d’incontri – da passare in festa e in letizia tra le ottave dell’Orlando Furioso. Poeti, artisti, narratori e studiosi, dispersi per le sale di Palazzo Te, leggono, interpretano, reinventano il poema seguendo il pro- prio piacere. Al pubblico la sorte di andare alla loro ricerca, ben sapendo – come accade ai cavalieri cristiani e saracini – che è nel percorso che si presentano nuove avventure e inattese meraviglie. Nelle tornate pomeridiane la festa si apre anche ai bambini. La durata di ogni tornata è di circa tre ore. All’interno delle sale non sono previsti posti a sedere.

    Quarta tornata con Accademia degli Invaghiti, Simonetta Agnello Hornby, Marco Baliani, Ugo Bazzotti, Paolo Benvegnù, Giulio Busi, Federica Caneparo, Andrea Canova, Matteo Corradini, Piero Dorfles, Franco Farinelli, Nicola Gardini, Helena Janeczek, Davide Longo, Melania Mazzucco, Matteo Motolese, Paolo Nori, Paolo Panaro, Francesco Piccolo, Bianca Pitzorno, Stefano Scansani.
    Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori: ecco finalmente Ludovico Ariosto che torna a Palazzo Te. Due serate – per quattro tornate complessive d’incontri – da passare in festa e in letizia tra le ottave dell’Orlando Furioso. Poeti, artisti, narratori e studiosi, dispersi per le sale di Palazzo Te, leggono, interpretano, reinventano il poema seguendo il pro- prio piacere. Al pubblico la sorte di andare alla loro ricerca, ben sapendo – come accade ai cavalieri cristiani e saracini – che è nel percorso che si presentano nuove avventure e inattese meraviglie. Nelle tornate pomeridiane la festa si apre anche ai bambini. La durata di ogni tornata è di circa tre ore. All’interno delle sale non sono previsti posti a sedere.

2010

  • Un autore che parla e scrive quattro lingue e che è vissuto in una babele caotica e piena di parole nemiche, dialoga con Matteo Corradini di come la lingua che parli possa essere motivo di discriminazione e quindi sia spesso meglio non aprire bocca. Ma se il silenzio è la lingua della resistenza al dolore, la scrittura è quella che consente di parlarne al momento giusto, e anche questa ennesima lingua, come il tedesco e come il silenzio, è per lo scrittore irlandese, una lingua materna come racconta nel suo capolavoro Il cane che abbaiava alle onde. Con Hugo Hamilton.

  • Dai racconti della Bibbia ebraica spuntano personaggi, simboli, riflessioni e tante, tantissime domande. E anche dalle parole e perfi no dalle lettere che le compongono e da ogni minimo segno del testo sacro. È nato così il midrash, dai dialoghi tra studiosi che giocavano a far nascere domande e narrazioni a più non posso. Giusi Quarenghi (Io ti domando) ci accompagna nelle storie misteriose, poetiche, crudeli e affascinanti della Bibbia; Matteo Corradini ci porta a conoscere da vicino l’alfabeto ebraico e la lingua di Israele. Per chi pensa che la Bibbia abbia ancora tanto da dire, e per chi sa che la vera risposta a una domanda è… un’altra domanda!

2008

  • Cosa c’entrano un sofà, uno scrittore e cinque cameriere? E cosa succede se lo scrittore suona il theremin e le cameriere si mettono a danzare? Velocissime riflessioni sul creare a cura di Matteo Corradini e Waitress Lab.

  • Non è necessario realizzare un castello per sfruttare tutto il potenziale meraviglioso della tecnica pop-up. Bastano le lettere dell’alfabeto. L’artista francese Marion Bataille ha creato uno spettacolare abbecedario, dove le lettere si trasformano di volta in volta in architetture auto-costruenti. Il pop-up è così puro divertimento e nel contempo strumento per guardare le lettere con occhi nuovi. Delle possibili invenzioni pop-up nel campo della grafica artistica, l’autrice di ABC3D parla con Matteo Corradini.

  • La mistica ebraica si esprime con linguaggio enigmatico e simbologie spesso misteriose. Nel corso del tempo ha incuriosito, affascinato e intimorito generazioni di studiosi; di recente è tornata di moda, e viene sfruttata anche per strani cammini di redenzione dal sapore new age. Per fare chiarezza sulle origini e gli sviluppi della qabbalah non c’è niente di meglio di una chiacchierata amichevole tra due esperti come Giulio Busi e Matteo Corradini per svelare segreti e diventare cabbalisti, per un’ora almeno.

2007

  • Quando una principessa è in pericolo, c’è sempre un principe che deve rischiare la vita per lei. Può capitare però che il principe sia malvagio, e che solo conoscendo l’amore riesca a diventare un uomo diverso. Attraverso gli strumenti del fantasy, lo scrittore israeliano Uri Orlev con La corona del drago (Salani) ci riporta all’eterna lotta tra il bene e il male, che ritorna in tutti i suoi libri.
  • Una palestra delle lettere, lettere e parole che creano, come in “abracadabra”, lettere e parole in forma, perché danno forma alle cose e sono loro stesse forme. E noi? Nella palestra delle parole restiamo in forma! Esercizi di parole, di lettere e di corpi… in forma. Dedicato a Bruno Munari, con Studio Ghigos. Palazzo della Ragione e stretching. Potrebbe sembrare che le due cose non abbiano nulla a che fare l’una con l’altra e invece è proprio una lezione di “allungamento” quella tenutasi oggi nel cuore della città. Lo stretching, però, è davvero insolito: quello che insegna Matteo Corradini è stretching dell’alfabeto vocale e corporale. Come si fa? L’insegnante di ginnastica alfabetistica è stato chiarissimo: si inizia urlando tutti insieme le lettere dell’alfabeto. Successivamente, una volta divisi in gruppi, si ritraggono le lettere o i disegni che l’istruttore sceglie su un tabellone, per poi giocare liberamente, una volta fatto stretching, a palla, baseball, canestro e calcio. L’autore, molto simpatico e divertente, ha coinvolto tutto il suo pubblico nella pratica di questa nuova, insolita ginnastica.
  • Un laboratorio al festival del libro più importante in Italia. Divagazioni musicali e rumoristiche dedicate a Toti Scialoja, tra parole che diventano suono e suoni che diventano racconti. Un laboratorio… orecchiabile. Dedicato a Toti Scialoja, con Studio Ghigos. “Sha-loià, Sha-lallà“ è così che si intitola l’evento dedicato ai più piccoli che si è svolto nel Palazzo della Ragione. Matteo Corradini guida energicamente uno strano e buffo gruppo di piccoli musicisti che trasformano parole in suoni. I bambini hanno musicato poesie attraverso l’utilizzo di strumenti “innovativi”: pentole, bastoni, strani fischietti e imbuti…. Al termine dell’ora sono riusciti ad inventare, in questo modo, due allegre canzoncine.

  • Un gioco di memoria alla scoperta delle diverse forme di gestualità nel mondo, tra incontro e dialogo, tra espressione non verbale e bellezza del gesto. Dedicato a Bruno Munari, con Studio Ghigos. Immagina un memory, ma grandissimo, su cui poter camminare mentre giri le carte. Immagina un gioco fatto di gesti che abbiano un significato diverso dal consueto, semplicemente perchè effettuati in un’altra parte del mondo, in un Paese che non sia il tuo. Di scoprire che annuendo con la testa stai in realtà dicendo di no, come in Albania. Di imparare ad appoggiarti la mano sotto il mento per indicare che qualcuno è furbo, e non che sta soltanto pensando: così si fa in Medio Oriente, ripetendo il gesto che facevano i Visir affilandosi la barba mentre segretamente tramavano qualcosa. Mescola le due cose: un memory le cui carte siano immagini di gesti. Imparane un po’ e poi comunica con i tuoi amici attraverso essi… Gesticolando, Cenni sulle diversità, ha fatto giocare così i bambini dagli 8 ai 12 anni che questa sera si sono ritrovati al Palazzo della Ragione.
  • Un kit giocoso della creazione per inventare una favola che può durare all’infinito: lunga tutta una vita oppure un chilometro… Dedicato a Gianni Rodari, con Studio Ghigos. Cosa ci fa Peter Pan con in mano la lampada di Aladino? E la Sirenetta che insieme ad Akela corre in un bosco coperto di neve in compagnia dei sette nani? Per saperlo bisogna chiederlo a Matteo Corradini e Studio Ghigos (tra le cui fila era presente anche un bellissimo folletto, un Campanellino del ventunesimo secolo!) che hanno tenuto, a Palazzo della Ragione, un interessante laboratorio dedicato ai bambini tra i quattro e i sette anni. La finalità del laboratorio è semplice: insegnare ai bambini, sulle orme di Grammatica della fantasia di Gianni Rodari (autore a cui è dedicato questo laboratorio), a creare nuove favole, mischiando personaggi, ambientazioni e oggetti. Così, armati di pennarelli, forbici, colla e carte colorate, i giovani protagonisti hanno potuto creare, aiutati da magiche scatole a manovella, delle nuove storie. I piccoli si sono senza dubbio divertiti e hanno capito che, come i numeri, anche le storie sono infinite. E sicuramente l’incontro è stato costruttivo anche per i genitori, per incoraggiarli ad esplorare con la fantasia nuove storie, che accompagnino i loro bimbi prima dell’ora della buonanotte.

Fahrenheit, 10 settembre 2015

Tracy Chevalier, “L’ultima fuggitiva” laboratorio “La coperta degli affetti” – Matteo Corradini “Giocando al Fantafestival” – intervistati da Loredana Lipperini.

Festivaletteratura 2015, la finta presentazione dell'evento "Guidami tu, Chopin"

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