La pioggia porterà le violette di maggio
Lapis, Roma
pp. 200 – € 12,50
ISBN 978-8878745438
copertina di
Francesca D’Ottavi
Zalud 112

Clara per il suo compleanno riceve in dono un vecchio clarinetto. Dal doppiofondo della custodia salta fuori una busta ingiallita con un nome, proprio il suo. Una Clara di tanti anni fa… Ma chi era? E chi era Samuel, autore del biglietto contenuto nella busta? Clara vuole conoscere questa storia e sale a bordo di un furgoncino con una band di metallari, per la città di Praga. Le ricerche si concludono nella cittadina di Terezin. Qui si trovava un campo di prigionia degli ebrei…

Zalud 045

1. Una storia d’amore segreta

«Tanto tempo fa era un albero.»
Il papà di Clara ha voglia di indovinelli mentre le consegna orgoglioso un pacco rosa, grande come una scatola da scarpe, con un fiocco di tulle leggero annodato sopra e un bigliettino con la scritta “Buon compleanno”.
Le ripete: «Tanto tempo fa era un albero.»
E Clara è raggiante ma rimane senza parole mentre cerca di bucare la scatola con lo sguardo per vedere attraverso il cartone cosa contiene e risolvere l’enigma.
La mamma esce dalla cucina avvolta nel profumo di una torta alle mele appena sfornata e appoggia il dolce sul tavolo del soggiorno, già pieno di bicchieri colorati e piattini arcobaleno. Sulla torta, dieci candeline accese.
Il papà s’inventa sempre qualche indovinello strano quando si tratta di aprire un regalo e Clara punta il soffitto con lo sguardo per riflettere meglio: cosa può essere? Tanto tempo fa era un albero ma adesso sta comodo in una scatola.
«Mentre ci pensi, apri questo» dice suo fratello Pavel mettendole tra le mani un altro pacchetto più grande ma più leggero.
Clara lo scarta sorridendo ed estrae un casco da bicicletta nero pieno di teschi e ragni disegnati.
«È bellissimo, non trovi?» domanda Pavel emozionato.
«Pavel, è molto bello ma… io sono una ragazza!»
«A Praga te lo invidierà anche il presidente della repubblica. Non esiste nei negozi: ho comprato un casco bianco e l’ho fatto disegnare da Otakar.»
«Il batterista del tuo gruppo?» chiede Clara mentre abbraccia il fratellone, che ha quasi il doppio dei suoi anni e ama tanto la musica metallica e a volume massimo, le chitarre distorte, i teschi, le magliette strappate e gli orecchini. Ma vuole bene a Clara come se avessero la stessa età.
«Le candeline!» dice la mamma sorridendo.
Clara ha raccolto i suoi lunghi riccioli, s’è infilata il casco in testa ed è pronta a spegnerle ma tiene ancora tra le mani la scatola col regalo di mamma e papà. Soffia in fretta, si mette in posa per le foto ed esprime un desiderio, e solo lei sa quale sia mentre battono le mani. Finalmente si siede sul tappeto del salotto e scarta il pacco misterioso sotto gli occhi della sua famiglia.