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Alfabeto ebraico (Salani)

Matteo Corradini
Grazia Nidasio

Alfabeto ebraico

Salani, Milano
pp. 96 – € 13,00
ISBN 978-8862567671

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In ebraico la parola cosa e la parola parola si scrivono nello stesso modo: dabar. È una specie di magia, e le lettere dell’alfabeto sono come profumi che salgono verso il cielo. Ogni lettera di questo libro è come un seme, da cui crescono le parole come piante. Ogni parola, come un albero, fa ombra ad altre parole, porta in alto altre parole. Le lettere creano, le lettere distruggono. Questo libro non si occupa però dell’alfabeto italiano, ma delle lettere dell’alfabeto ebraico. Sono tra le più antiche al mondo e la loro forma è nata quando qualcuno si è messo a copiare la forma delle cose: la alef è la forma del bue, la bet di una casa, la wav è una freccia. Una leggenda ebraica dice che dovremmo imparare a leggere l’alfabeto, per vedere attraverso le lettere tutte le cose che ci sono nel mondo.
Per ogni lettera dell’alfabeto una storia illustrata legata alla mitologia della cultura ebraica e un’introduzione esauriente alla sua origine, ai suoi significati e alla sua storia. I testi sono scritti in maniera semplice e adatta ai lettori di ogni età. Una parte è inoltre dedicata all’apprendimento delle tecniche grafiche per imparare a scrivere le lettere.

Andersen: Giro d’Italia

 

 

Iscrizione per il soffitto della camera da letto   Ogni giorno rinasce dal mattino; devo alzarmi, riprendere il cammino. Ma per quanto io mi vesta e mangi e beva, e muova dita e piedi e apprenda una lezione, un po’ qua e un po’ là, pianga o sorrida, e frema o imprechi o ascolti una canzone, vada a teatro oppure in casi rari lasci scritte su un foglio due parole, mi procuri un nemico o saluti un amico - mi aspetta ancora il letto in conclusione. Ch’io vada a testa alta, con portamento eretto, dovrò comunque ritornare a letto. Se cammino accecata dalla pena, sarà di nuovo poi la stessa scena. Col cuore in alto, o con la testa china, ogni mio giorno a letto poi declina. Su e giù, dentro e fuori e via così, dovrò poi sempre ritornare lì. Inverno, autunno, primavera, estate - Alzarsi è la più assurda di tutte le trovate! Dorothy Parker