Tavole al telefono

Disegni in diretta, letture veloci veloci e musica dal vivo in un reading spettacolare dedicato alle “Favole al telefono” di Gianni Rodari. Bruno Gambarotta telefona le favole con gettoni suoi, Alessandro Sanna risponde a disegni e grandi proiezioni, lì per lì, e Linda Sutti accompagna parole e colori con voce dolce e chitarra blues, lungo la linea del telefono. Dalla raccolta di racconti più rodariana che c’è, atmosfere disincantate e suggestioni visive e sonore. E non mancano le telefonate di ospiti illustri, anche tra il pubblico: Michele Serra e Andrea Valente. Regia di Matteo Corradini.

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crew

Bruno Gambarotta: voce recitante
Alessandro Sanna: illustrazioni
Linda Sutti: musiche originali
Andrea Valente: voce recitante
Matteo Corradini: regia, effetti visivi e sonori

con l’amichevole partecipazione di:
Michele Serra

destinatari

dai 7 ai 101 anni

spazi e materiale tecnico in loco

teatro o auditorium – palco minimo 8×5 metri
impianto audio completo di mixer
videoproiettore + schermo per retroproiezione

durata

90 minuti

fotografie

Scrittorincittà, Cuneo, 2010

video

Scrittorincittà, Cuneo, 2010





 

programma

Stagione di prosa del Teatro Toselli di Cuneo

 

Il gatto in un appartamento vuoto Morire - questo a un gatto non si fa. Perché cosa può fare il gatto in un appartamento vuoto? Arrampicarsi sulle pareti. Strofinarsi tra i mobili. Qui niente sembra cambiato, eppure tutto è mutato. Niente sembra spostato, eppure tutto è fuori posto. E la sera la lampada non brilla più. Si sentono passi sulle scale, ma non sono quelli. Anche la mano che mette il pesce nel piattino non è quella di prima. Qualcosa qui non comincia alla sua solita ora. Qualcosa qui non accade come dovrebbe. Qui c'era qualcuno, c'era, e poi d'un tratto è scomparso, e si ostina a non esserci. In ogni armadio si è guardato. Sui ripiani è corso. Sotto il tappeto si è controllato. Si è perfino infranto il divieto di sparpagliare le carte. Cos'altro si può fare. Aspettare e dormire. Che provi solo a tornare, che si faccia vedere. Imparerà allora che con un gatto così non si fa. Gli si andrà incontro come se proprio non se ne avesse voglia, pian pianino, su zampe molto offese. E all'inizio niente salti né miagolii. Wisława Szymborska