Shoah we-Shoah

L’impegno a ricordare la Shoah, lo sterminio degli ebrei d’Europa, va al di là dell’interesse storico. Chi fa memoria di quegli eventi drammatici si interessa anzitutto dell’umanità, prima ancora di interessarsi degli ebrei o delle vicende legate alla dittatura nazista. Non smarrire la memoria di uno degli aspetti più drammatici del passato europeo significa anzitutto non smarrire la memoria della propria umanità. Ma come invogliare i ragazzi al gusto della storia e della memoria? Sono domande molto attuali, per le quali si stanno definendo via via le linee di una didattica della Shoah, che sarà sempre più importante in futuro, e che spingono a tentare strade diverse per intraprendere una conoscenza, non solo storica, di quegli eventi.

i contenuti

La conferenza musicale segue un percorso cronologico, suddiviso in 5 sezioni. Nella prima si analizzano le origini dell’antisemitismo e della Soluzione Finale. Nella seconda e nella terza vengono approfondite le fasi della deportazione e dello sterminio vero e proprio, mentre nella quarta e nella quinta si affronteranno i temi del giudizio sulla Shoah e sui crimini nonché della memoria e della sua importanza. Nel programma dettagliato, vanno segnalate in particolare la presenza di musiche originali e la visione di filmati di particolare interesse.

crew

Matteo Corradini: voce narrante, theremin, effetti visivi
un musicista: voce, musiche elettroniche oppure acustiche, arrangiamenti.

destinatari

versione reading: dagli 11 ai 13 anni
versione live: dai 13 anni in su

spazi e materiale tecnico in loco

teatro o auditorium – palco minimo 6×5 metri
impianto audio completo di mixer

durata

99 minuti

 

 

 

cara Cosa ho davanti, non riesco più a parlare dimmi cosa ti piace, non riesco a capire dove vorresti andare vuoi andare a dormire. Quanti capelli che hai, non si riesce a contarli sposta la bottiglia e lasciami guardare se di tanti capelli ci si può fidare. Conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare. Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino. La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro che non ti vede nessuno ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano e cascare dentro un letto... Che pena, che nostalgia non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia. Almeno non ti avessi incontrato io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato. Lucio Dalla