3 settembre 2008 – Mantova, Festivaletteratura
Lezioni sul sofà
Dopo alcuni anni di quelle che chiamiamo “conferenze”, ho sentito il desiderio di preparare qualcosa che non mi costringesse ad usare soltanto le parole. Più di una volta ho pensato: qui ci vorrebbe un suono, o un urlo all’improvviso, o uno che entra dal fondo e mi interrompe. Oppure un musicista elettronico. È cominciata così: io e l’amico John Belpaese in un pub di provincia a raccontare Raymond Queneau con suoni e musiche originali. Da lì sono nate molte altre conferenze musicali, che sono conferenze a tutti gli effetti con l’aggiunta di qualche arte diversa dalla parola. Nel tempo ne ho ideate con la musica elettronica, con il theremin, con due chitarristi blues (una donna e un uomo che a volte si trucca da donna) e soprattutto con il pubblico (che non è fatto di “spettatori”, in questo caso), a teatro, in un castello, in piazza e perfino in una sinagoga… e ho capito che pur sommando diverse modalità espressive resta sempre aperta qualche domanda, non spieghi il mistero, è quello il bello. Aggiungi ma non raggiungi. Nelle mie conferenze musicali spuntano oggi ballerine e attrici e un batterista jazz che è anche mago e ogni tanto mi fa comparire qualcosa nelle tasche (ma mai mi rivela un trucco, quel balordo): ne ho una in ballo (è il caso di dirlo) sulla matematica visiva e un’altra per raccontare le leggi razziali, una dedicata ai pieni e ai vuoti, una su antichi testi ebraici… Non sono show, sono conferenze musicali: negli USA le chiamano “performance”, al mio paese dicono “pajasad”. Mi piace pensare che siano entrambe le cose e nessuna delle due. Al Festivaletteratura lavorerò insieme alle Waitress, cioè Paola Pizzingrilli, Sara Carissimo, Letizia Giangualano, Karin Freschi e Rossella Savio. Mi sono piaciute subito: cinque attrici e ballerine che si sono ritrovate per un regalo del destino a fare le cameriere (in inglese: waitress) nello stesso posto. La loro produzione combina brevi pezzi teatrali a improvvisazioni istantanee, a veloci ed energiche danze. Abbiamo un amico in comune (il Fabrizio) e strade diverse ci hanno portato nello stesso luogo: insieme faremo una lezione per finta e per davvero, sul creare e su cosa comporta. Il pubblico farà la conferenza con noi: uno scrittore e cinque attrici ballerine, non aggiungo altro.
CRONACA
Tenda Sordello è gremita di gente e l’atmosfera è vivace e piena d’attesa. Saranno Scintille? La presentazione dell’ evento ad opera di Maurizio Matrone è stringata e spiritosa. Parte la sigla. Comincia il conto alla rovescia . Pronti, via! Matteo Corradini entra subito nel vivo declamando versi in rima e chiedendo un drink. Nel frattempo si parla di libri, del loro profumo che a volte sa di polvere da sparo e a volte… di niente! L’ aria si fa incandescente mentre le Waitress Lab danzano al suono del theremin. È una musica particolare che evoca immagini da sogno, accompagnata da parole ora buffe, ora intensamente poetiche, da travestimenti ora strambi ora sensuali. Ma il conto alla rovescia incalza e, nonostante l’ entusiasta partecipazione del pubblico, bisogna finire. Altro che Scintille, questa serata è andata a fuoco!



















