Uri Orlev

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5 settembre 2007 – Mantova, Festivaletteratura
Nel bene e nel male

È una conferenza? È una intervista? Quando una principessa è in pericolo, c’è sempre un principe che deve rischiare la vita per lei. Può capitare però che il principe sia malvagio, e che solo conoscendo l’amore riesca a diventare un uomo diverso. Attraverso gli strumenti del fantasy, lo scrittore israeliano Uri Orlev con “La corona del drago” (Salani) ci riporta all’eterna lotta tra il bene e il male, che ritorna in tutti i suoi libri. Il costo dell’evento è di 3 euro e la presenza va prenotata attraverso l’organizzazione del festival. Chi è Uri Orlev? Uri orlev (vero nome Jerzy Henryk Orlowski, nato a Varsavia nel 1931) è uno scrittore di romanzi e racconti, prevalentemente di letteratura per ragazzi. Da giovane, durante l’occupazione nazista della Polonia, Orlev visse nel ghetto di Varsavia con il fratello e la madre. Alla morte di quest’ultima, assassinata dai nazisti, i due fratelli furono deportati al campo di concentramento di Bergen-Belsen. Nel 1945, liberato dalla prigionia, Orlev si trasferì in Israele. La shoah è un tema ricorrente della sua opera. Iniziò a scrivere nel 1976 e da allora ha pubblicato più di trenta libri di letteratura per ragazzi per lo più ispirati da esperienze personali o autobiografiche legate alla repressione nazista del popolo ebraico. I suoi libri sono stati tradotti dall’ebraico in 38 lingue. Nell’anno 1996 ha ricevuto il prestigioso premio internazionale Hans Christian Andersen Award.

CRONACA

Il primissimo evento del Festival è dedicato ai ragazzi tra i 10 e i 14 anni. Nella tranquillità e nel verde di Piazza Virgiliana, lo scrittore Uri Orlev fa immergere grandi e piccoli nell’atmosfera del suo ultimo fantasy La Corona del Drago. Lo scrittore è riuscito a conquistare il pubblico grazie anche agli interventi e alla lettura di un brano da parte di Matteo Corradini, grande amante e appassionato dell’autore polacco.
Uri Orlev spiega quanto del contenuto dei suoi libri si mescoli con le sue esperienze personali, e fa capire ai ragazzi che non sempre il fantasy è solo invenzione, e che nella vita reale, come nei suoi racconti, il confine tra bene e male non è sempre chiaramente definito. Poche domande da parte del giovane pubblico, ma lunga la fila per conquistarsi un suo autografo.

 

 

Non c'è neve più bella di quella del sabato sera. Somiglia a piume di ali angeliche. Shmuel Yosef Agnon