Roberto Denti

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13 novembre 2009 – Cuneo, scrittorincittà
Anelli brillanti e fuliggine da rubare

Le storie di una volta non perdono mai la loro luce? Sì, ma solo se c’è qualcuno disposto a raccontarle di nuovo, e a farsi ascoltare dai più piccoli. Così accade a Roberto Denti, il libraio più celebre in Italia, che incontra quasi ogni giorno gruppi di bambini e ragazzi per raccontare storie del presente e del passato, narrazioni mitiche e piccole e importanti cose di ogni giorno, racconti del futuro e anche un po’ della sua vita. Ma così accade anche al protagonista di un nuovissimo libro di Denti, Anelli magici e ladri di fuliggine (Piemme 2009): parla di un nonno che racconta tanti libri appassionanti al nipote Marcello (dieci anni, un ragazzo a cui non ne va bene una: i suoi genitori continuano a sgridarlo, la maestra lo riempie di note, la bambina che ha conosciuto al mare abita dall’altra parte della città…) I racconti sono luci nel buio dei giorni, ci illuminano e illuminano il mondo intorno: un nonno come quello è una fortuna, ma anche un nonno libraio come Roberto Denti la è. Cosa racconterà? Lo incontra Matteo Corradini.

 

 

Il gatto in un appartamento vuoto Morire - questo a un gatto non si fa. Perché cosa può fare il gatto in un appartamento vuoto? Arrampicarsi sulle pareti. Strofinarsi tra i mobili. Qui niente sembra cambiato, eppure tutto è mutato. Niente sembra spostato, eppure tutto è fuori posto. E la sera la lampada non brilla più. Si sentono passi sulle scale, ma non sono quelli. Anche la mano che mette il pesce nel piattino non è quella di prima. Qualcosa qui non comincia alla sua solita ora. Qualcosa qui non accade come dovrebbe. Qui c'era qualcuno, c'era, e poi d'un tratto è scomparso, e si ostina a non esserci. In ogni armadio si è guardato. Sui ripiani è corso. Sotto il tappeto si è controllato. Si è perfino infranto il divieto di sparpagliare le carte. Cos'altro si può fare. Aspettare e dormire. Che provi solo a tornare, che si faccia vedere. Imparerà allora che con un gatto così non si fa. Gli si andrà incontro come se proprio non se ne avesse voglia, pian pianino, su zampe molto offese. E all'inizio niente salti né miagolii. Wisława Szymborska