5 settembre 2008 – Mantova, Festivaletteratura
Cabbalisti a tempo pieno
La mistica ebraica si esprime con linguaggio enigmatico e simbologie spesso misteriose. Nel corso del tempo ha incuriosito, affascinato e intimorito generazioni di studiosi; di recente è tornata di moda, e viene sfruttata anche per strani cammini di redenzione dal sapore new age. Per fare chiarezza sulle origini e gli sviluppi della qabbalah non c’è niente di meglio di una chiacchierata amichevole tra due esperti come Giulio Busi e Matteo Corradini per svelare segreti e diventare cabbalisti, per un’ora almeno.
Le Scienze Confidenziali tornano al Festival per affrontare argomenti ritenuti difficili o da specialisti. Nell’atmosfera confidenziale che si crea davanti a un bicchiere di vino tutto diventa più facile, e anche le scienze trovano quel calore e quel tono colloquiale che le rende accessibili a tutti. Questa volta l’argomento era difficile, e pieno di domande a cui rispondere. Anzi, in realtà «ci sono più domande che risposte», nel linguaggio enigmatico della qabbalah. Ma Giulio Busi e Matteo Corradini ci hanno provato lo stesso, con l’aiuto dell’intimità del Chiostro di San Francesco e delle Scienze confidenziali. Che stuzzichini e un bicchiere di vino aiutino ad “assimilare” anche argomenti un po’ più complessi? Forse. Impossibile spiegare e chiarire dettagliatamente un ambito così vasto e dalle più svariate interpretazioni possibili; ma di sicuro sono stati corretti alcuni pregiudizi e luoghi comuni. Infine, anche le due diverse reazioni del pubblico hanno esattamente rispecchiato i due “volti” della qabbalah: ricerca e comprensione razionale, ma anche intuizione profonda e quasi mistica.
Giulio Busi è professore ordinario alle Fraie Universitat di Berlino, dove dirige l’Istituto di giudaistica. Si è occupato particolarmente di misticismo ebraico, di cui ha analizzato tanto lo sviluppo storico quanto i valori letterari e le implicazioni estetiche. Collabora con numerose riviste specialistiche e con giornali quotidiani, tra cui Tagesspiegel (Berlin) e il Sole 24 Ore (Milano), dove cura una rubrica settimanale dedicata al patrimonio letterario e storico del giudaismo. E’ general editor della collana The Kabbalistic Manuscripts in the Library of the jewish Community of Mantua (Fiesole 2001) Mantua and the kabbalah. (Ginevra Milano 2001) The Grat Parchment. Flavius Mithridates Latin Translation, The Hebrew Text, and an English Version, ( con S.M. Bodoni e S. Campaninni; Torino, 2004), Quabbalah visiva ( Torino 2005), Hebrew to Latin, Latin to Hebrew (Berlin Torino 2006).
CRONACA
Questa volta l’argomento era difficile, e pieno di domande a cui rispondere. Anzi, in realtà «ci sono più domande che risposte», nel linguaggio enigmatico della qabbalah. Ma Giulio Busi e Matteo Corradini ci hanno provato lo stesso, con l’aiuto dell’intimità del Chiostro di San Francesco e delle Scienze confidenziali. Che stuzzichini e un bicchiere di vino aiutino ad “assimilare” anche argomenti un po’ più complessi? Forse. Impossibile spiegare e chiarire dettagliatamente un ambito così vasto e dalle più svariate interpretazioni possibili; ma di sicuro sono stati corretti alcuni pregiudizi e luoghi comuni. Infine, anche le due diverse reazioni del pubblico hanno esattamente rispecchiato i due “volti” della qabbalah: ricerca e comprensione razionale, ma anche intuizione profonda e quasi mistica.



















