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	<title>Matteo Corradini</title>
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		<title>Quel che vedo dalla mia finestra &#8211; 20</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[una foto un anno]]></category>

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		<description><![CDATA[Le altre foto qui. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le altre foto <a href="http://www.matteocorradini.com/download/una-foto-un-anno/">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src='http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/finestra20.jpg'></p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;aereo è in ritardo, e la banda kletzmer suona&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensierini]]></category>
		<category><![CDATA[kletzmer]]></category>

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		<description><![CDATA[La Lemon Bucket Orkestra, un gruppo kletzmer canadese, si è trovata di recente a dover aspettare la partenza del proprio volo per una ventina di minuti. Occupati sui sedili e non sapendo cosa fare nell&#8217;attesa, i musicisti hanno estratto gli strumenti e hanno improvvisato musica per quei venti minuti, legando insieme cinque pezzi kletzmer del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://lemonbucket.com/" target="_blank">Lemon Bucket Orkestra</a>, un gruppo kletzmer canadese, si è trovata di recente a dover aspettare la partenza del proprio volo per una ventina di minuti. Occupati sui sedili e non sapendo cosa fare nell&#8217;attesa, i musicisti hanno estratto gli strumenti e hanno improvvisato musica per quei venti minuti, legando insieme cinque pezzi kletzmer del loro repertorio. Fortunati i passeggeri del volo Air Canada 876. La <a href="http://lemonbucket.com/" target="_blank">Lemon Bucket</a> cominciava il Balkan Station Romanian Tour 2012, e la prima data è stata in aereo.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/FYO8P8P-MVE" frameborder="0" width="640" height="480"></iframe></p>
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		<title>Oggi a Pavia con Gli sguardi di Andrea</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Valente]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pavia]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi alle 18 si inaugura la quinta edizione del Festival dell&#8217;illustrazione ILL, con una sorpresa: Gli sguardi di Andrea &#8211; visioni e punti di vista di Andrea Valente. Il 18 alle 18 è proprio una data adatta ad un incontro con Andrea Valente, la sua capacità di creare collegamenti e di divertirsi con immagini che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi alle 18 si inaugura la quinta edizione del <em>Festival dell&#8217;illustrazione ILL</em>, con una sorpresa: <em>Gli sguardi di Andrea &#8211; visioni e punti di vista di Andrea Valente</em>. Il 18 alle 18 è proprio una data adatta ad un incontro con Andrea Valente, la sua capacità di creare collegamenti e di divertirsi con immagini che potrebbero essere serie, ma che ammiccano, citano, giocano tra loro. Nei suoi disegni nasconde una mela (forse una citazione dei tanto cari Beatles?), una boccetta con un pesce, un uccellino o altro: una sfida simpatica. Tra caricature, vignette e illustrazioni, non può mancare la sua Pecora Nera, il personaggio che gli ha permesso di raccontare storie e dialogare con i ragazzi. Oggi ci saranno i suoi amici e i tanti, tantissimi, suoi lettori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cosa si può fare con l&#8217;internet (e perché per iscriversi al nido bisogna andar là alle 6)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ma dai pensaci]]></category>
		<category><![CDATA[fregature]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;internet si posson fare molte robe. Per esempio, con l&#8217;internet si può comprare delle robe su ibei. Tipo dischi in vinile, ricambi della cucina a gas, libri vecchi molto, anche del Cinquecento, automobili della Corea del Sud ma non del Nord, icone russe. Altre robe che si posson fare sull&#8217;internet: comprare i biglietti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;internet si posson fare molte robe. Per esempio, con l&#8217;internet si può comprare delle robe su ibei. Tipo dischi in vinile, ricambi della cucina a gas, libri vecchi molto, anche del Cinquecento, automobili della Corea del Sud ma non del Nord, icone russe. Altre robe che si posson fare sull&#8217;internet: comprare i biglietti del concerto di Brusprinstin. Oppure guardare i tuoi soldi che ci hai in banca. Oppure spostare i tuoi soldi che ci hai in banca per caricare una carta che poi ti serve a usare un peipal che serve a comprare i libri vecchi molto e i ricambi della cucina al gas ma mica del Cinquecento, no, recenti, belli nuovi. Altre robe che si posson fare con l&#8217;internet: con scaip puoi parlare tipo con un tuo amico a uoscinton e vederci anche i brufoli che ha in faccia che tanto lo vedi come se fosse lì davanti a te, magari un filo rallentato a volte ma bene. E gli senti anche la voce. Poi puoi ciattare che è come scrivere dei messaggini con un altro ma tutto gratis e poi puoi caricarci le foto e fare il becap del tuo ardisco così se ti si sfuma il compiuter non ci perdi niente. Cioè, ci perdi solo il compiuter. Con l&#8217;internet se vuoi puoi guardarci i film e comprare la musica ma mica i dischi, le canzoni una per una. Puoi comprarci le vacanze mica devi andar là in albergo e sperare che ci sia posto, puoi comprare il biglietto dell&#8217;aereo da casa e fare anche il cechìn, tra un po&#8217; ti atterrerà anche l&#8217;aeroplano in giardino che ti viene a prendere e ci sali con la seggiola del compiuter. Con l&#8217;internet puoi comprare i libri di carta, di stoffa, di spugna e anche quelli per il lettore nuovo, quello che ce ne stanno dentro sedicimila ma non riesco a schiacciarci dentro i fiorellini per farli seccare. Con l&#8217;internet puoi comprare una casa, comprare un carrarmato, scommettere su una partita di serie B del campionato venezuelano ma chissà chi ci gioca, con l&#8217;internet puoi leggere i quotidiani, iscriverti ai fid erressesse così le notizie ti arrivano sul telefonino senza nemmeno cercarle, puoi impostare gli analitix di gugol e vedere se c&#8217;è un belga che viene a nasare nel tuo sito tutti i giorni ma mica lo mandi via anzi sei felice, e puoi impostare gli alert così se cerchi qualcosa la trovi appena c&#8217;è. E con l&#8217;internet puoi farne altre mille di robe così.</p>
<p>Ma allora spiegatemi perché lunedì per iscrivere mia figlia all&#8217;asilo nido sono dovuto andare davanti al comune del mio paese alle 6 del mattino perché le iscrizioni le aprivano alle 9 e chi prima arriva prima si iscrive. E pensavo di essere perfino il più furbo di tutti, che mi sono svegliato presto e tiè come te li frego invece ce n&#8217;erano già cinque, cinque davanti a me. Una era lì da dieci minuti. Tre erano lì dalle cinque del mattino, e uno dalle tre di notte, ha dormito in macchina. Sull&#8217;internet certe robe non succedono mica. Spiegatemi perché eravamo là alle 6 del mattino quando con l&#8217;internet ci mettevamo tutti due minuti due da casa senza uscire, prender del freddo, farsi guardare come matti dai tipi che montano i banchi del mercato che sono arrivati dopo di noi e loro l&#8217;internet ce l&#8217;han sicuro.</p>
<p>Spiegatemelo voi perché una roba così semplice non si può fare con l&#8217;internet ma bisogna andarci là. Spiegatemelo bene perché mica lo capisco. Il Comune del mio paese è ancora vecchio molto come i libri di ibei? O è un robo che costa troppo attivarlo e farlo? Mica vero, con quello che spendono in opere pubbliche di cemento&#8230; Ma magari con l&#8217;internet non ci si guadagna tanto bene. Spiegatemelo voi perché trenta genitori han dovuto far la coda presto presto al mattino per fare una roba che sull&#8217;internet ci avremmo messo due minuti al caldo e in ciabatte. Spiegatemelo voi, perché io lo so che sono ignorante.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Social network, attenti ai rischi</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 04:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Libertà, Franco Lombardi. Il teatro comunale di Lugagnano ha ospitato il secondo incontro previsto nell&#8217;ambito del progetto intitolato &#8220;Scuole che possono cambiare &#8211; Verso nuovi modelli di intervento educativo» promosso dal Distretto di Levante attraverso il Nuovo ufficio di piano in collaborazione con l&#8217;Istituto Comprensivo dell&#8217;alta Valdarda, diretto e coordinato dalla Associazione &#8220;La Ricerca&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libertà, Franco Lombardi. Il teatro comunale di Lugagnano ha ospitato il secondo incontro previsto nell&#8217;ambito del progetto intitolato &#8220;Scuole che possono cambiare &#8211; Verso nuovi modelli di intervento educativo» promosso dal Distretto di Levante attraverso il Nuovo ufficio di piano in collaborazione con l&#8217;Istituto Comprensivo dell&#8217;alta Valdarda, diretto e coordinato dalla Associazione &#8220;La Ricerca&#8221; di Piacenza e patrocinato dalla Amministrazione comunale lugagnanese. Un incontro mirato all&#8217;esame dei risultati di una prima indagine sull&#8217;uso (ed anche sull&#8217;abuso) dei social network da parte della popolazione scolastica delle primarie di secondo grado del comprensorio scolastico (il 71,50 per cento del comune di Lugagnano, il 22,20 per cento di Vernasca ed il 6,30 di Morfasso) ed alla quale, attraverso questionari, hanno risposto 158 ragazzi e 141 genitori. Introdotto dal dottor Paolo Savinelli (formatore dei servizi educativi della associazione &#8220;La Ricerca&#8221; unitamente alla dottoressa Emanuela Lombardelli), l&#8217;incontro è proseguito con l&#8217;intervento del dirigente scolastico professor Maurizio Sartini il quale, dopo aver salutato e ringraziato studenti, docenti e genitori arrivati dai tre comuni del comprensorio ha incoraggiato tutti i presenti nell&#8217;uso più adeguato dei nuovi strumenti e definendo i ragazzi quali «&#8221;maestri&#8221; nell&#8217;uso dei computer» e gli adulti quali «&#8221;immigrati&#8221; nell&#8217;uso dei social network». Di seguito la dottoressa Patrizia De Micheli ha illustrato le principali caratteristiche del particolare progetto formativo ed informativo di cui è stata l&#8217;autrice, mentre le insegnanti Luisa Inzani ed Alessandra Gatti hanno relazionato sulle attività del &#8220;tavolo tecnico&#8221; di cui hanno fatto parte anche i colleghi Rosanna Tedaldi, Giovanni Zanchieri e Daniele Solari. Poi è stata la volta degli studenti Eleonora Vespari, Roberta Savi, Luca Veneziani, Arrigo Zaltieri Castellana e Jessica Ghia della scuola di Lugagnano, nonché Beatrice Muggiana e Matteo Teuma della scuola di Vernasca e Virginia Guarnieri, Valentina Cavaciuti, Matteo Ongeri ed Aurora Pezza della scuola di Morfasso che hanno illustrato il &#8220;report dell&#8217;indagine sull&#8217;uso del social network&#8221; che nel confronto fra ragazzi e genitori ha riguardato l&#8217;uso in generale del PC, le percentuali dell&#8217;uso del face book, la frequenza dell&#8217;uso del social network, la valutazione ed il comportamento nei tempi d&#8217;uso, la conoscenza (personale o meno) di amici o nuovi amici, l&#8217;eventuale percezione del rischio e la conoscenza delle leggi che ne regolano l&#8217;utilizzo. Alla fine l&#8217;atteso intervento del professor Matteo Corradini, scrittore, docente ed uno dei maggiori esperti di tematiche giovanili che ha coinvolto l&#8217;intera platea proponendo validi contributi sul potenziale utile dei social network, delle nuove e più sofisticate tecnologie e ragionando sui fattori di rischio ad essi correlati.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Hoptown 5: una recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 21:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[hoptown]]></category>

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		<description><![CDATA[Da due settimane utilizzo una Hoptown 5, una bici pieghevole. È di una comodità formidabile: si piega in fretta, e in non più di 40 secondi diventa grande poco più della ruota (da 20 pollici). La recensisco volentieri, così che magari ad altri vien la voglia di prenderla o di prenderne una simile e facciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da due settimane utilizzo una Hoptown 5, una bici pieghevole. È di una comodità formidabile: si piega in fretta, e in non più di 40 secondi diventa grande poco più della ruota (da 20 pollici). La recensisco volentieri, così che magari ad altri vien la voglia di prenderla o di prenderne una simile e facciamo squadra.</p>
<h6>Scelta e prezzo</h6>
<p>Perché ho scelto la <a href="http://www.btwincycle.com/IT/" target="_blank">Hoptown 5</a>? Per due motivi: il prezzo e il rivenditore. Il prezzo è di 299,95 euro, ossia un prezzo medio-basso nel settore biciclette pieghevoli. Potrebbero essere meno ipocriti e venderla a 300 euro e e fine, ma sono convinti che 5 centesimi in meno risolvano la vita di questi tempi. Il rivenditore è <a href="http://www.decathlon.it/" target="_blank">Decathlon</a>, che mi dà fiducia per assistenza e manutenzione (nonché per accessori vari). Perché non ho speso di più? Perché è un mondo da provare, e non volevo esagerare. Perché non ho speso meno? Perché da meno c&#8217;è la <a href="http://www.btwincycle.com/IT/b-fold-20-173366649/" target="_blank">B&#8217; fold 3</a> (a 149,95 euro) e la <a href="http://www.btwincycle.com/IT/b-fold-5-212019666/" target="_blank">B&#8217; fold 5 </a>(costa 199,95 euro), sempre di <a href="http://www.btwincycle.com/IT/" target="_blank">Btwin</a>. Entrambi i modelli sono più pesanti, senza marce. E sinceramente le giunture e le chiusure di questa che ho preso mi sembrano infinitamente migliori. Non è piacevole l&#8217;idea che una bicicletta ti si apra in due sotto il sedere mentre pedali, e ti faccia pensare: «Potevo spendere cento euro in più e fineeeeee».</p>
<h6>Utilizzo</h6>
<p>Veloce e comoda, abbastanza leggera. Gira in pochissimo spazio, per merito delle ruote da 20 pollici. È dotata di un cambio con sette marce Shimano. All&#8217;inizio non era stato registrato perfettamente bene, e rullava un po&#8217; in marcia 4. Monta un 52 davanti e dietro va da 14 in su. Ossia un 52&#215;14 vuol dire una bella velocità, volendo, sempre che le ruote siano da 26 pollici. Con quelle da 20, pedalando un po&#8217;, si va comunque forte. I rapporti leggeri sono perfetti per piccole salite cittadine e alleggeriscono il carico. La postura è alta rispetto a una bici normale (mi piace tenere il sellino alto, e la comodità migliora).</p>
<h6>Dettagli</h6>
<p>Finiture belle e meccanica precisa. Esteticamente non è una bici da corsa, d&#8217;accordo. Ma fa quel che deve e ti dà l&#8217;immagine di un newyorchese trapiantato in Emilia. Se la abbini a un casco strano, sei perfetto. L&#8217;ho utilizzata moltissimo a Ferrara per la Festa del Libro Ebraico. Ferrara è una città che vive in bici, e tutto è filato liscio tranne il casco. «Se vai in giro col casco, tutti capiscono che non sei di Ferrara», m&#8217;ha detto un amico. Aveva ragione, ero l&#8217;unico: ma è più forte di me. Se giro in città in bicicletta, voglio proteggermi (<a href="http://www.decathlon.it/casco-play-nero-id_8073994.html" target="_blank">casco</a> da 16 euro, di più per la mia testa non me la sento di spendere).</p>
<h6>Difetti</h6>
<p>Per il prezzo che ha, mi sembra ne abbia pochi. Mi dicono che ne esistono di leggerissime di altre marche, ma molto pesanti nel prezzo (superano i 1.500 euro). Unico consiglio: meglio non alzarsi sui pedali. Se lo si fa, la bicicletta non ha lo stesso equilibrio di una bicicletta tradizionale. Tende a portarti in avanti e a sbilanciarsi molto. Attenzione!</p>
<p>Per il resto, vedrò come si comporta quest&#8217;estate.</p>
<p><a href="http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/Hoptown-5-Eden.jpg" rel="prettyPhoto[10011]"><img class="alignnone size-full wp-image-10013" title="Hoptown 5 Eden" src="http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/Hoptown-5-Eden.jpg" alt="" width="700" height="611" /></a><br />
<a href="http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/Hoptown-5-Cappuccino.jpg" rel="prettyPhoto[10011]"><img class="alignnone size-full wp-image-10012" title="Hoptown 5 Cappuccino" src="http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/Hoptown-5-Cappuccino.jpg" alt="" width="700" height="591" /></a></p>
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		<title>Avengers: fuochi d&#8217;artificio 3D</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:32:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[avengers]]></category>
		<category><![CDATA[marvel]]></category>

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		<description><![CDATA[È come i fuochi d&#8217;artificio, che sono belli senza avere una storia. Così The Avengers non ha nessuna storia plausibile, però è pieno di effetti speciali 3D. Uscendo dal cinema (erano mesi che non ci andavo, e ho visto tutto con gli occhialini polarizzati) mi vengono due o tre pensieri sparsi. Il primo: lo spettacolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È come i fuochi d&#8217;artificio, che sono belli senza avere una storia. Così <em>The Avengers</em> non ha nessuna storia plausibile, però è pieno di effetti speciali 3D. Uscendo dal cinema (erano mesi che non ci andavo, e ho visto tutto con gli occhialini polarizzati) mi vengono due o tre pensieri sparsi. Il primo: lo spettacolo è spettacolo anche senza qualcosa da raccontare. Basta a se stesso. Poi si può essere a favore o contro. A me piace il cinema che racconta, lo preferisco al cinema che mostra e basta. Però gli americani sono maestri anche nel mostrare e basta, col solo intento di divertirsi. Il secondo: fare film in 3D influenza molto la regia. In questo caso è un continuo mettere oggetti in primo piano e mostrarli orgogliosamente. Inquadrature attraverso i finestrini di automobili, spade, astronavi, alieni davanti a tutto. E poi, ovvio, qualche oggetto che &#8220;sembra ti arrivi addosso&#8221;. Forse troppa velocità. Provo ogni tanto un po&#8217; di compassione per lo studio di poveretti che ha preparato gli effetti digitali: sono quelli che hanno lavorato di più e certe loro meraviglie ci si perdono davanti nella velocità delle inquadrature. Terzo: 2 biglietti al cine 3D + 2 paia di occhiali + 2 coche medie + 1 pacchetto di giuggiole uguale 39 euro. Insomma, andare al cinema è una scelta. Quarto: il film non ha storia ma ha ironia al punto giusto. Divertente Iron Man. Molto buono l&#8217;Incredibile Hulk, anche come recitazione con pelle non ancora verde. Gli altri attori sono personaggi celebri in ruoli celebri. Quinto: film perfetto per impallinati dei fumetti, per chi li ha comprati a manciate da ragazzo. Se uno però vuole introspezione e ripensamenti, meglio che vada a vedere il <em>Batman</em> di Nolan. Penso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pensieri offline</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 14:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ossia tutto quello che di me non riuscirei a mettere online. Pensieri, sensazioni, emozioni, stati d&#8217;animo, l&#8217;essenza di me. Laboratorio per i giovani della parrocchia di Fiorenzuola d&#8217;Arda (PC) nel loro progetto &#8220;TecnologicaMente&#8221;. Aprile-maggio 2012. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ossia tutto quello che di me non riuscirei a mettere online. Pensieri, sensazioni, emozioni, stati d&#8217;animo, l&#8217;essenza di me.<br />
Laboratorio per i giovani della parrocchia di Fiorenzuola d&#8217;Arda (PC) nel loro progetto &#8220;TecnologicaMente&#8221;. Aprile-maggio 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo stand Salani al Salone Internazionale del Libro di Torino</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alfabeto ebraico]]></category>
		<category><![CDATA[SalTo12]]></category>

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		<description><![CDATA[È dove si può trovare l&#8217;Alfabeto ebraico. Fondata nel 1862, fa capo al Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Leader nel campo della narrativa per ragazzi, pubblica inoltre: romanzi crossover, saggistica e divulgazione, libri illustrati e di poesia. Sempre più consistente è negli ultimi anni la produzione per adult. Established in 1862, it belongs to Gruppo editoriale Mauri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È dove si può trovare l&#8217;<a href="http://www.matteocorradini.com/editoria/libri/alfabeto-ebraico/" target="_blank">Alfabeto ebraico</a>. Fondata nel 1862, fa capo al Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Leader nel campo della narrativa per ragazzi, pubblica inoltre: romanzi crossover, saggistica e divulgazione, libri illustrati e di poesia. Sempre più consistente è negli ultimi anni la produzione per adult. Established in 1862, it belongs to Gruppo editoriale Mauri Spagnol and it is one of the oldest Italian publishing houses, leading in children&#8217;s and young adult fiction. The catalogue includes crossover novels, non-fiction, illustrated books and poetry. Increasingly consistent in recent years is the production for adults.</p>
<h6>Padiglione 2 - Stand K52-L51</h6>
<p><a href="http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/Salani02.jpg" rel="prettyPhoto[10007]"><img class="alignnone  wp-image-10009" title="Salani02" src="http://www.matteocorradini.com/wp-content/uploads/2012/05/Salani02.jpg" alt="" width="700" height="600" /></a></p>
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		<title>Ma io non vedo l&#8217;ora che tutti leggano in ebook</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:09:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensierini]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ascolto ancora gli LP in vinile. Non suonano meglio del cd, suonano semplicemente diversi. A me piacciono, mi piace il senso di ascoltare qualcosa per un tempo umano, 20 minuti e poi ti tocca girare il disco. Con gli mp3 la storia è diversa: se li metti insieme in una libreria e li fai partire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ascolto ancora gli LP in vinile. Non suonano meglio del cd, suonano semplicemente diversi. A me piacciono, mi piace il senso di ascoltare qualcosa per un tempo umano, 20 minuti e poi ti tocca girare il disco. Con gli <em>mp3</em> la storia è diversa: se li metti insieme in una libreria e li fai partire adesso, hai musica fino a Natale. Oggi il mondo intero va verso gli mp3, ma dove sta il problema? Quando ho amici in casa e chiedo se vogliono ascoltare un vinile, faccio un figurone. Annuncio trionfante: li ascolto ancora così. E loro: ma si sentono meglio?</p>
<p>Non vedo l&#8217;ora che tutti leggano in formato ebook, che smanettino con lettori ebook, che se li portino in giro, che ne abbiano tre a testa e di tanti modelli differenti e compagnia bella. Abbiamo sempre sognato di sentirci diversi, e così sarà. Non uguali al mondo intero che legge su carta, no: pochi, pochissimi che leggono <em>ancora</em> su carta. Così mi rilasserò in casa leggendo i miei libri di carta, e tanti ancora ne devo leggere e tanti ancora ne stamperanno. E quando verranno gli amici, e stupiti guarderanno la mia libreria piena di roba di carta, annuncerò trionfante: li leggo ancora così. E loro: ma si leggono meglio?</p>
<p>&nbsp;</p>
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