Shorties

Matteo Corradini e AAVV.

Shorties
L’Ardera

Edizioni Diabasis, Reggio Emilia
collana: Shorties In – 1999
pp. 180

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una raccolta di giovani scrittori emiliani, in sezioni diverse e con stili anche molto lontani. Matteo Corradini ha scritto L’Ardera, nella sezione “Madeleines”, un racconto ispirato dalle vicende della bisnonna, nel giorno del suo matrimonio. Un ricordo di altri tempi rivissuto attraverso oggetti, frasi, case, porte, fantasmi…

Come comincia il racconto?

Parcheggia, scende. Lascia aperta l’automobile, mentre s’avvicina alla casa diroccata lungo il crinale dell’Ardèra: nella solitudine dei campi, l’erba cresce sempre più intorno, il cielo bruca sul soffitto. Due pruni fioriti delimitano la casa a ponente, dove un tempo c’erano stanze e stallini. A levante un prato, bocche di leone e nontiscordardimé. L’uomo si fa largo tra gli sterpi, scosta senza fatica quel che rimane d’una porta azzurrina, entra. In terra vecchi coppi e tegole frantumate, mattoni corrosi e muschio secco. Filtrano raggi di sole come le spade del prestigiatore: non tagliano, non fanno male.

 

Iscrizione per il soffitto della camera da letto   Ogni giorno rinasce dal mattino; devo alzarmi, riprendere il cammino. Ma per quanto io mi vesta e mangi e beva, e muova dita e piedi e apprenda una lezione, un po’ qua e un po’ là, pianga o sorrida, e frema o imprechi o ascolti una canzone, vada a teatro oppure in casi rari lasci scritte su un foglio due parole, mi procuri un nemico o saluti un amico - mi aspetta ancora il letto in conclusione. Ch’io vada a testa alta, con portamento eretto, dovrò comunque ritornare a letto. Se cammino accecata dalla pena, sarà di nuovo poi la stessa scena. Col cuore in alto, o con la testa china, ogni mio giorno a letto poi declina. Su e giù, dentro e fuori e via così, dovrò poi sempre ritornare lì. Inverno, autunno, primavera, estate - Alzarsi è la più assurda di tutte le trovate! Dorothy Parker