Le Grandi Storie

Matteo Corradini, Luigi Dal Cin, Silvia Forzani, Elio Giacone, Roberto Piumini, Domenico Volpi

Le grandi storie

illustrazioni di Silvia Forzani
Editrice AVE, Roma
pp. 68 – € 14,00

Dieci storie per dieci emozioni diverse. Dieci storie di autori differenti comparse in momenti diversi sul mensile “La Giostra” di Torino. Storie di Matteo Corradini, Luigi Dal Cin, Silvia Forzani, Elio Giacone, Roberto Piumini, Domenico Volpi. Illustrate tutte dalla penna colorata di Silvia Forzani.

 

 

 

Come comincia il racconto?

Ricordate Patazia? È una terra dove la gente non è sazia, ed è una terra grande, che arriva fino al mare. Proprio in riva al mare stava camminando una bambina che si chiamava Patnete (a Patazia i nomi sono un po’ strani, ma se vi piace potete chiamarla Pat). Pat cercava conchiglie e sassi rotondi ma trovò una bottiglia verde, ed era come se fosse stata messa lì sulla spiaggia proprio per lei. Una nuvola sussurrò «Aprila, aprila». Così Pat e stappò la bottiglia come a Capodanno: dentro non c’era lo spumante ma un foglio, che Pat srotolò piena di curiosità. Sul foglio, una lettera: «Ti piacciono le nuvole? Qui vedo grandi nuvole a forma di drago, di aereo, di mano». Patnete rimase di stucco: chi poteva scrivere quelle parole? E da dove era arrivata quella bottiglia misteriosa? Per educazione, decise di rispondere alla lettera: corse a casa, che era una piccola casa in riva al mare, prese un foglio e una matita e scrisse «Qui le nuvole sono a forma di gelato, di bambino che ride, di pane e marmellata e naturalmente di patata». Tappò la bottiglia e la lasciò andare nel mare. Il mattino seguente la ritrovò tra i suoi passi sulla sabbia. La aprì: un nuovo messaggio! E diceva: «Qui il mare è come una coperta blu e sotto la coperta due bambini fanno la lotta». Pat non dovette nemmeno correre a casa: aveva un foglio e una penna in tasca. Scrisse: «Qui il mare è come un fuoco d’artificio ma senza il botto». Lasciò la bottiglia sopra un’onda più simpatica delle altre. Di notte Pat pensava a chi poteva aver scritto quelle belle cose, e decise che non sarebbe stato scortese chiederglielo. Il mattino successivo, una bottiglia aspettava Patnete sulla sabbia: «Ho gli occhi scuri come la terra bagnata, i miei riccioli sono un nido per i gabbiani». Pat rispose così: «Ho gli occhi chiari come i vetrini che il mare dimentica sulla spiaggia, e i miei capelli sono del colore della sabbia, e il vento si diverte a spettinarli. Vorrei incontrarti». Patnete non dormì quella notte. [...]

 

Iscrizione per il soffitto della camera da letto   Ogni giorno rinasce dal mattino; devo alzarmi, riprendere il cammino. Ma per quanto io mi vesta e mangi e beva, e muova dita e piedi e apprenda una lezione, un po’ qua e un po’ là, pianga o sorrida, e frema o imprechi o ascolti una canzone, vada a teatro oppure in casi rari lasci scritte su un foglio due parole, mi procuri un nemico o saluti un amico - mi aspetta ancora il letto in conclusione. Ch’io vada a testa alta, con portamento eretto, dovrò comunque ritornare a letto. Se cammino accecata dalla pena, sarà di nuovo poi la stessa scena. Col cuore in alto, o con la testa china, ogni mio giorno a letto poi declina. Su e giù, dentro e fuori e via così, dovrò poi sempre ritornare lì. Inverno, autunno, primavera, estate - Alzarsi è la più assurda di tutte le trovate! Dorothy Parker