Guide museali

Matteo Corradini

Biancospina del Tortello vuole fare il cavaliere

Edizioni Tip.Le.Co., Piacenza
pp. 82 – € 10,00

La nostra provincia è ricca della presenza dei castelli. Antichi o più recenti, se ne trovano a decine un po’ in tutte le valli. Basta alzare il naso per scorgere la punta di una torre tra le colline, una merlatura tra gli alberi, una rocca in mezzo alle case. Ogni maniero ha una sua storia, lunga, faticosa o serena, lussuosa, che non è soltanto la storia di chi l’ha costruito e abitato, ma è anche la storia delle sue pietre e di chi ce le ha portate, dei profumi che uscivano dalle finestre, dalle canzoni che la gente cantava alla sera, prima di sognare, di quel che si diceva e raccontava tra i suoi anfratti protetti. È anche la storia dei ragazzi e delle ragazze che vicino alle mura hanno abitato. Alcuni di loro avevano la cameretta dentro la fortezza. Il racconto di Biancospina ci accompagna attraverso nove di questi castelli, otto dei quali sono aperti al pubblico e accessibili a tutti. È un viaggio immaginario, ma che abbiamo la fortuna di poter compiere anche nella realtà, e senza nemmeno percorrere troppi chilometri: i castelli sono tutti intorno a noi, e attendono solo di essere visti. Siamo attratti dalla loro bellezza e dal loro mistero, così come i ragazzi sono affascinati dalle storie e dalle leggende che li abitano: conoscere la loro storia particolare è un passo importante per capire le vicende degli abitanti del territorio piacentino negli ultimi secoli. Il libro e la serie di volumi dedicati alle bellezze del territorio sono nati dalla collaborazione stretta con Vittorio Anelli, allora Assessore alla Cultura della Provincia di Piacenza e poi direttore del Bollettino Storico Piacentino.

 

Matteo Corradini

Fragole a teatro

Edizioni Tip.Le.Co., Piacenza
pp. 82 – € 10,00

Hai mai provato a metterti una maschera? O hai provato a suonare un flauto, un pianoforte, una chitarra scordata? Oppure a cantare finché non avevi più fiato? O ancora hai mai sognato di viaggiare, di andare distante con i pensieri? Quando l’hai fatto, forse, qualcuno ti ha chiesto di smettere perché “disturbavi”, o perché “hai cose più utili da fare, tipo i compiti”, o perché il gioco è sempre considerato una perdita di tempo. Ma ogni volta che l’hai fatto, stavi facendo teatro. E il teatro è come un grande gioco. E c’è un posto a Piacenza dove questo gioco diventa realtà. Questo luogo è il Teatro Municipale. Si trova in via Giuseppe Verdi: da 200 anni sul palco del teatro più grande della città si susseguono spettacoli e concerti, attori e attrici, ballerine e ballerini, musicisti, compositori, truccatori e truccatrici, registe e registi, direttori e professori d’orchestra, scenografi e scenografe, bambini e bambine, ragazze e ragazzi. Anche adulti, bisogna dire la verità: ma a teatro poco conta l’età, perché l’importante è stare al gioco. E il gioco ha molte regole, ne ha davvero tantissime. Ma tutti se le sono dimenticate. Quest’anno è importante per il nostro teatro: compie 200 anni. Vogliamo festeggiarlo in tanti modi, anche con questo libro. In queste pagine troverai i segreti del Teatro Municipale e scoprirai un po’ per volta la bellezza di entrare in un teatro, ma anche di fare teatro in prima persona, con le tue capacità e la tua passione. Il teatro è soprattutto dentro di te. Lo porti dove vuoi, come i desideri. Ma se vuoi fare teatro insieme ad altri devi sapere che certi posti sono proprio importanti. Il nostro teatro è come un cuore per Piacenza. E il tuo cuore, per noi, è come un teatro.

 

Matteo Corradini

Isacco dove sei?

Edizioni Tip.Le.Co., Piacenza
pp. 82 – € 10,00
ISBN: 978-88-86806-07-8

Isacco, dove sei? Dove ti nascondi? Cosa fai? Isacco è un ragazzino ebreo, vissuto chissà quando ma non chissà dove. Ha abitato nei paesi che conosciamo, nelle strade che attraversiamo. Aveva la casa qui da noi, in città o in provincia. Isacco è stato uno dei tanti ebrei che hanno popolato nei secoli il territorio di Piacenza, soprattutto negli ultimi 500 anni, ma anche prima. Provare a ricostruire la storia degli ebrei della nostra provincia è una bella avventura ma è anche un bel mistero, è un giallo con poche prove. Bisogna aggrapparsi a qualche documento, ai racconti, a qualche scritta, a chi ha studiato tanto prima di noi, e il mistero a volte invece di chiarirsi sembra complicarsi ancora di più. È una bella avventura che si inserisce in un percorso già avviato, una serie di libri dedicati ai ragazzi per conoscere le bellezze del territorio (i primi due passi del viaggio erano dedicati alla Galleria Ricci Oddi e ai Musei di Palazzo Farnese). Dunque, Isacco, dove sei? Correre dietro al ragazzino Isacco (che è anche un po’ biricchino) significa ricostruire poco per volta almeno una parte delle prove. E ancor di più è la voglia di raccontare tutto alle ragazze e ai ragazzi del presente. Perché Isacco, tanto diverso ma tanto uguale a loro, può rappresentare tutti gli ebrei, la loro vita, la fede, le tradizioni, i tramonti e le albe. E il nostro territorio è come un piccolo museo a cielo aperto, dove trovare un po’ per volta le bellezze della cultura ebraica. Isacco ha attraversato i secoli, Isacco è un viaggiatore, è un errante, è «uno che passa» proprio come sono stati gli ebrei nella storia. Viaggiatori per scelta ma più spesso, e purtroppo, per destino e per disgrazia. Isacco nel tempo ha camminato vicino a chi non era ebreo. Ha riso e pianto, è stato a scuola (alla yeshivà), è entrato in sinagoga, ha letto libri, è stato cacciato o deportato. Conoscere la sua storia è conoscere la storia dei molti ebrei che hanno abitato la nostra terra di Piacenza (che è anche la loro terra). Provare a incontrare Isacco vuol dire incontrare gli ebrei di ieri l’altro, di ieri e di oggi con gli occhi del viaggiatore. Perché anche noi, che ci piaccia o meno, siamo tutti viaggiatori, tutti passiamo, attraverso una strada, attraverso un libro, attraverso la vita. Con queste pagine piene di mistero, passiamo anche un testimone. Isacco, dove sei? Isacco, non sappiamo ancora se ti troveremo noi, forse non ce la faremo. Ma allora, chi ti troverà?

 

Matteo Corradini

Le sette notti di Palazzo Farnese

Edizioni Tip.Le.Co., Piacenza
pp. 82 – € 10,00
ISBN: 978-88-86806-06-X

Questo libro che è il terzo di tre fratelli: il primo fratello è il libro per ragazzi “Storie a colori”, dedicato alla Galleria Ricci-Oddi e scritto dallo stesso autore. Il secondo sono le guide didattiche di Palazzo Farnese, strumenti per visitare e conoscere i musei con la propria classe e i propri insegnanti. Ma perché esistono i musei? Una domanda insolita: chissà a cosa servono, i musei: c’è chi li usa come frigoriferi, per nasconderci e conservarci le cose buone. C’è chi li tratta come sgabuzzini, e va a finire che nei musei si ammucchiano tante cianfrusaglie che tutti prima o poi dimenticano. Ma i musei hanno una storia più lunga e profonda, e noi vorremmo che i musei, almeno quelli di Piacenza e della sua provincia, sembrassero delle abitazioni: vorremmo che ogni museo diventasse una casa. Così vale per i Musei di Palazzo Farnese, che sono ospitati da un palazzo che era nato proprio per essere una casa: vi sono racchiusi tantissimi oggetti preziosi, opere d’arte, pezzi di antichità. Il libro ti racconterà come sono nati, in sette notti piene di mistero, andando al cuore di dipinti e sculture. Lo farà passando attraverso storie vecchie e nuove, emozioni, colori, carrozze lanciate a tutta velocità, viaggi avventurosi in barca a vela e perfino una vera battaglia (se hai un po’ di paura, quelle pagine sfogliale in fretta). Per ritrovare la bellezza del guardare, e il gusto della pace.

 

Matteo Corradini

Storie a colori

Edizioni Tip.Le.Co., Piacenza
pp. 82 – € 10,00
ISBN: 978-88-86806-05-1

È bello che i ragazzi del territorio piacentino scoprano le bellezze che la nostra provincia offre. E una delle bellezze è sicuramente la Galleria Ricci Oddi: è a Piacenza, al numero 13 di via San Siro, e contiene tante opere d’arte, dipinti e sculture molto belli e molto importanti. Questo libro parla dell’arte e aiuta tutte quelle opere a farsi conoscere. Si chiama “guida”, proprio perché “guida” all’interno della Galleria. Ma io la chiamerei “passeggiata”, perché è come una passeggiata tra i colori, i segni, le emozioni che i grandi pittori del passato hanno voluto lasciarci. Diceva Alice prima di entrare nel Paese delle Meraviglie: «Che me ne faccio di un libro senza figure e senza filastrocche?» Tra le pagine del libro si trovano tante figure: sono i dipinti della Galleria Ricci Oddi, e ciascuno di essi racconterà una storia diversa, piena di divertimento, mistero, desideri… C’è anche da leggere, ma non troppo. Per essere fedeli a quello che vuole Alice, ci saranno alcune filastrocche. E poi troverete le quattro stagioni, gli animali disegnati, i volti e le smorfie, e anche un racconto ispirato a “Piazza d’Anversa a Parigi” di Federico Zandomeneghi, uno dei quadri più importanti della Galleria. Ora tocca a voi: potrete leggerlo con calma, nella vostra cameretta. Oppure portarlo a spasso ed entrare in Galleria con uno strumento in più. Potrete anche portarlo a scuola, per leggerlo sotto al banco quando la lezione vi annoia, oppure farlo conoscere alla professoressa e ai vostri compagni di classe. Perché i lettori sono più importanti delle letture.

 

 

Ma a che scopo sarà stato creato l'ateismo? Anch'esso ha il suo innalzamento: nell'atto di pietà. Poiché quando uno viene da te e ti chiede aiuto, allora tu non devi raccomandargli di avere fiducia e rivolgere la sua pena a Dio. Ma devi agire come se Dio non ci fosse, come se in tutto il mondo ci fosse uno solo che può aiutare quell'uomo: e quell'uomo sei tu. Martin Buber