Briciole: Dolcezze nel ghetto

19 gennaio 2012 – Piacenza, Teatro dei Filodrammatici

Per il Giorno della Memoria, ricette ebraiche ritrovate, attese e speranze, biscotti nascosti su fondi di scatole di latta, diari dolci nella storia amara. Un incontro tra la cucina della Fatina e le esperienze di Matteo Corradini. Una cucina dei ricordi, un laboratorio per ragazzi in cui si ascolteranno storie, si impareranno lettere, si cucineranno biscotti. L’incontro ha una durata di un’ora e mezza circa.

La locandina: Briciole (pdf, 131 Kb)

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(…) perfino quando ero imprigionato nella stanza da pranzo, compostamente seduto alla tavola dei grandi, potevo scoprire tra i piatti e i bicchieri che mi stavano d’innan- zi, labirinti di sentieri segreti, lungo i quali prendevo la fuga e mi smarrivo. (…) Mo- vendo appena la mano per non venir meno alla consegna di compostezza, spingevo con l’unghia lungo quegli itinerari un minuzzolo di pane, che mi pareva un vascello o una ca- rovana: talvolta fingevo scontri e abbordaggi tra due briciole, scalate su uno stecchino da denti, naufragi in una goccia d’acqua caduta dal mio bicchiere.

Piero Calamandrei (Inventario della Casa di Campagna, Le Monnier – Firenze – 1941)

 

Le briciole erano la mia parte preferita dei dolci. Le raccoglievo con cura, ne facevo mosaici sul bianco della tovaglia che rac- contavano le fantasie del momento e poi, ne riempivo svelta un cucchiaino pieno e le mangiavo prima che la mamma si potesse accorgere di quell’innocente “gioco proibìto”. Le briciole, cibo e gioco proibito allo stes- so tempo, per me contenevano il segreto di quel dolce e il sapore della fantasia, erano come semi di storie che mangiate avrebbero fatto nascere nuovi viaggi e nuovi racconti. Quello che vorrei riuscire a realizzare è esat- tamente questo, “un avventura conoscitiva attraverso l’evocazione della fantasia”, insieme a dei compagni di “giochi proibi- ti” con cui seminare briciole di pensieri, di immagini, e fantasie che contengano storie di biscotto, e raccontare vite e viaggi, e che possano far scaturire in loro chissà fra quanti anni una fantasia, un dolce o semplicemente un ricordo. Il percorso di questi laboratori parte sempli- cemente dalle briciole, da quelle che già esi- stono e da quelle che creiamo nel distrugge- re qualcosa, dai giochi proibiti sopra e sotto al tavolo, e dalle fantasie che stuzzicano per i profumi che racchiudono. I laboratori avranno come tema conduttore le briciole sulla tovaglia, verranno trovate o create, annusate cucinate mangiate ma sempre con l’orecchio della fantasia rivol- to anche a qualcos’altro, ad un colore, ad un rumore, ad un’ombra, ad una storia, ad un’immagine ad un movimento; e per fare questo non sarò sola, ma per ogni storia al mio fianco ci saranno di volta in volta om- bre del teatro, scenografi, illustratori, lettori di fiabe, musicisti, insegnanti di danza…per trasformare veramente una briciola da un puntolino dell’universo ad un universo della fantasia. È difficile, lo so.

La Fatina in Cucina

 

 

 

 

Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha? Stephen King, Stand by me