Il silenzio dello Spirito e la pornografia religiosa

Dichiaro raramente di essere credente. Se mi viene chiesto espressamente, acconsento e spiego. Preferisco così, lo faccio per una forma di pudore ma soprattutto perché credo che la fede viva di silenzio, si mostri senza essere pronunciata, si esprima anzitutto nel mistero e lì, nell’indicibile, sia la sua casa.

Se ci penso, ho almeno un caro amico in ciascuna delle più grandi e diffuse religioni del pianeta. E quegli amici condividono lo stesso mio riserbo e quella forma di intesa, ne sono certo, piena di spirito buono.

Nessuno di noi ha la necessità di dichiararsi credente. Non abbiamo nulla da difendere. Abbiamo una bellezza da custodire e non da conservare. La fede non l’abbiamo decisa. Possiamo solo rovinarla. 

Ascoltare il mondo da credenti è sempre stato difficile, ovunque e in qualsiasi luogo della storia. La fede non dona certezze ma aggiunge un nuovo velo di interrogativi ai già folti interrogativi sulla realtà. Da credente non vivi con una certezza in più ma casomai con qualche dubbio nuovo, vitale.

Chi giura sui vangeli nelle piazze della politica, brandisce rosari con la bava alla bocca, invoca madonnine e santi di Pietrelcina a sicurezza di una vittoria elettorale, insulta pubblicamente il Papa tacciandolo di tradimento della civiltà cattolica, utilizza a proprio uso i simboli religiosi in un immaginario a metà strada tra il “gott mit uns” e il piazzista di pelazucchine da fiera, compie un unico, preciso gesto.

Non è blasfemia. Lo dico sinceramente. Perché la blasfemia non esiste in sé ma solo in relazione a chi si sente colpito. Se una parola, un atteggiamento, un gesto risultano offensivi per la sensibilità religiosa di qualcuno, ecco la blasfemia.

Forse è strano dirlo, ma se un politico agita rosari in piazza Duomo a Milano invocando la protezione di qualche imprecisata madonnina sul risultato elettorale, non sento urtato il mio sentimento religioso. 

Chi è convinto di sottoporre al proprio volere i simboli della divinità, della preghiera e dello spirito, ai miei occhi è solo un becero, egocentrico imbecille.

È uno che fa della pornografia religiosa, ossia fraintende coscientemente il significato spirituale delle cose e ne associa uno egoistico ed espressamente violento.

In ogni paese c’è il cialtrone che smadonna al bar. Il ministro dell’Interno vuole comportarsi da cialtrone di turno? Paladino della religione a parole e bestemmiatore dei vangeli nei fatti?

Cattolici, amici che vi fate domande di senso, conoscete il valore della fede e riconoscete chi vorrebbe prendervi per i fondelli, vi annuncio che da credenti abbiamo una grande, impagabile certezza in vista delle imminenti elezioni.

Sappiamo quale partito non votare.