Take a knee

Trovo sia di una bellezza difficile da descrivere il gesto degli atleti americani che s’inginocchiano per protestare contro il razzismo del loro presidente. Che li ha insultati («son of a bitch») e ha chiesto alle loro squadre di licenziarli. È tutt’altro che sottomissione. È “take a knee”, come dicono in USA, è “prendersi un ginocchio”. È dinamismo. È simbolo. Per uomini di quella stazza è vedere il mondo da un altro luogo, e la diffusione di quelle foto induce anche noi, che a football basketball baseball non giochiamo (o se giochiamo, lo facciamo su un pianeta distante da quei mostruosi campioni) a guardare le cose con gli occhi del nero che guardano il bianco. A sentirci sullo stesso pianeta. Perché siamo ancora lì, in USA e in Italy: il nero e il bianco. In attesa che entrare da ospiti alla Casa (Bianca) torni a essere un onore.