La bomba sulle cose inutili fa più male

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Eduardo De Filippo chiedeva di non togliere il superfluo a chi non può permettersi il necessario. Cosa è una maratona? Non serve, non serve a spostarsi, ad andare, perché non ha capo né coda, come tutte le gare sportive. A cosa servono un balletto, un concerto, un dipinto? A nulla, non danno da mangiare, non sono necessari alla sopravvivenza in senso stretto. Ma quando mettono una bomba, o due bombe, tutti ci fermiamo a guardare i feriti e i vetri rotti e non pensiamo subito che ad essere colpita è anche la nostra bellezza. Che è la bellezza delle cose inutili.

 

Tutta l’arte è così, e tutto lo sport anche. Una festa.

Una bomba è sempre vigliaccheria, omicidio. E tanto più quando ad essere colpito è un luogo o un momento che fa dell’inutilità la sua ragione: correre è inutile come una festa, come certe telefonate. E in fondo tutti noi viviamo da cima a fondo per luoghi e momenti apparentemente senza significato ragionevole, senza ragion d’essere se non quella di farci esistere al di sopra della nostra fame di cibo, della necessità di stare coperti d’inverno, di trovare un’ombra d’estate. Tutta l’arte è così, e tutto lo sport anche. Una festa.

Chi colpisce questa festa lo fa uccidendo persone, o ferendone gravemente altre. E quelle sono le vittime. Ma vittima è anche la libertà di dedicare tempo alla passione. Lo sanno bene i regimi: non limitano il cibo, quando possono: limitano l’espressione.

Stavolta è stato ucciso un ragazzino. È lui il protagonista. Ma tra le foto della maratona di Boston che circolano ne ho trovata una che non mi lascia stare più delle altre. È di prima dello scoppio. Una donna regge un cartello con la scritta April. April come un nome femminile. Il cartello incoraggia April a correre e tutto intorno al nome ci sono parole scritte in piccolo. Dicono: Sei fantastica! È solo una corsa! (e due cuoricini). E poi: È solo una corsetta di allenamento! E più in grande: È tutta discesa da qui! E stupidamente ho letto April come il mese. Aprile. E pensavo al ragazzino ucciso. Aprile, sei fantastico, è solo una corsa. Due cuoricini. Aprile, è solo un allenamento.

Aprile. È tutta discesa da qui.