Looking at you

Goldie-Hawn-Alan-Alda-Everyone-Says-I-Love-You-1996 (2)

Il programma che uso per la musica (iTunes) tiene traccia del numero di volte che ho ascoltato per intero ogni canzone. Nell’arco del 2011 ha vinto “Looking at you”, di Cole Porter. Cantato da Alan Alda a Goldie Hawn in quella specie di musical romantico che è “Everyone says I love You” (Tutti dicono I love you) di Woody Allen. Era il 1996: andai alla prima al Lido di Venezia (in quel periodo studiavo in città) e scrissi il mio secondo articolo in assoluto da giornalista facendo anche tre domande a Woody Allen. Di quel film sono affezionato ad ogni fotogramma, perfino ai titoli di coda. Rincasando in battello, mi godevo le luci della laguna nel buio sereno e pensavo: guarda che notte, ho 21 anni, vivo nella città più bella del mondo e ho appena intervistato Woody Allen. Invece di meraviglie e felicità ne arrivarono altre, poi, molto migliori: in famiglia, in amicizia…

 

La vita mi sembrava spenta, volevo buttarla. Fino a quel giorno stupendo in cui ti sei messa a rammendarla.

Le cose belle, ogni cosa bella, per me sono come quella notte, sono fine e inizio, sono un capodanno intimo. Il pezzo di Cole Porter si chiude così: «La vita mi sembrava spenta, volevo buttarla. Fino a quel giorno stupendo in cui ti sei messa a rammendarla. E se rimarrai, la passerò guardando te».

 

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Looking at you
While troubles are fleeing
I’m admiring the view
Cause it’s you I’m seeing
And the sweet honey dew
Of well-being settles upon me

What is this light
That shines when you enter
Like a star in the night
And what’s to prevent her
From destroying my sight
If she centers all of it on me

Looking at you, I’m filled with the essence of
The quintessence of joy
Looking at you, I hear poets tellin’ of
Lovely Helen of Troy

Darling

Life seemed so gray
I wanted to end it
Till that wonderful day
You started to mend it
And if you’ll only stay
I’ll spend it looking at you