Un gruppetto sparuto di pidiellini (non scrivo i loro nomi perché mi infastidisce l’idea di averli nel blog) scrive al “quotidiano dei vescovi”, Avvenire (la lettera completa qui), per difendere il premier dalle ultime notizie che lo vedono allegro sfruttatore di minorenni a fini sessuali. Chiedono ai cattolici, chiamandoli “cari amici”, di sospendere il giudizio. Al di là del fatto che sono cattolico ma che amici io e loro non siamo, nonostante questi abbiano nel tempo cercato voti rivolgendosi ai cattolici e proclamandosi vistosamente tali, credo che la lettera apra una parentesi negativa in un momento già parecchio negativo. Tra le altre cose, nella lettera chiedono:

Chiediamo a tutti di aspettare, di sospendere il giudizio, di non farsi trascinare nella facile trappola del processo mediatico e sommario al Presidente del Consiglio, e chiediamo che si rispetti una vera presunzione di innocenza nei suoi confronti, finche’ il percorso di accertamento dei fatti sarà completato. Ve lo chiediamo non solo perché è un elementare principio di civiltà giuridica, ma anche perché noi all’immagine abietta del Presidente Berlusconi così come dipinta da tanti giornali non crediamo.

Quale immagine dei cristiani esce dalla lettera?

1) i cristiani sono quelli che giudicano. Sono quelli che sapendo dove pende il bene, condannano chi pende sul male. A seguire la lettera alla lettera (pardon) se ne deduce che quando si saprà per certo quanto ha fatto il tipo che loro difendono, i cristiani lo giudicheranno. Ma quando si saprà per certo? In fondo le prove sono già quintali, ne servono altre? Oppure dobbiamo pensare che il “giudizio” dei cristiani coincida col giudizio di un tribunale? Insomma, i cristiani per loro sono moralisti, giudicano e condannano.

2) i cristiani sono loro amici, e votano loro. Nel tempo hanno calamitato attorno al voto le loro lobby cattoliche, cielline in particolare. Non si chiedono nemmeno lontanamente che gran parte dei cristiani non vota loro o quel che amano loro? Trattano i cristiani come massa indistinta, pecore senza pastore (ma grazie al cielo ci sono loro). E da “cattolici”, come giustificano la loro vicinanza al premier (naturalmente meno vicina di Ruby, non si sa mai che idee abbia quello)?

3) i cristiani se le bevono. Chiedere di sospendere il giudizio su un incensurato potrebbe perfino avere senso. Ma mi pare perlomeno strano chiedere di sospendere un giudizio su un tipo che scese in politica per salvarsi, è stato sottoposto a processi innumerevoli uscendone spesso per leggi preparate dai suoi scagnozzi o per prescrizione (insomma, non innocenza ma trucchi) e ha usato la politica negli ultimi sedici anni a scopi egoisticamente personali. I cristiani se la bevono, secondo loro.

All’inizio della lettera, i pidiellini scrivono:

Un moralismo che nulla ha a che fare con quella imitatio Christi a cui la Chiesa ci invita, e che anzi non si fa scrupoli a brandire per fini politici, e in senso opposto a seconda delle convenienze di parte, l’idea della morale cristiana.

A me sembrava che loro stessi avessero cavalcato (pardon, forse non è il termine giusto di questi tempi) l’onda dei moralismi, dell’opportunismo e della visibilità sociale che dà l’appoggiare i cristiani in una nazione che tradizionalmente la è. Ma forse in questi anni ho visto male. E poi difendere il presidente del Consiglio che ha più sfigurato l’immagine dell’Italia usando il trucco dell’Imago Christi mi pare perlomeno fuoriluogo e di cattivo gusto.

Il loro modo di intendere la partecipazione cattolica alla politica li ha spinti a deformare il senso dell’essere cristiani e dell’essere uomini e donne sensati in Italia. Gli stessi modi tristi e ipocriti di intendere il cristianesimo dei quali loro hanno approfittato nel tempo, ora si ritorcono perfino contro il loro capo-padrone.

Le dimissioni del premier non sono un fatto di moralismo, e ancor meno di religione. Sono un fatto di civiltà. Da cristiani si può perfino pensare di pregare per lui, perché si ravveda e si converta. Pregare per i nemici, pregare per chi ti odia, per gli egoisti, è tipicamente evangelico. Ma c’è una bella differenza tra pregare e prendere per il naso la gente, tra chiedere una conversione e fare affari con chi ragiona solo col pisello e col portafoglio. Quanti di questi pidiellini pregano per il premier? Quanti invece hanno guadagnato molto, in termini di denaro e potere (valori tipicamente evangelici, no?) dalla sua presenza (illegale, immorale, impresentabile) e hanno fatto gustosissimi affari con lui?

 

 

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