Baby baby baby light my way

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Ho fatto partire un disco e ho pensato che sono passati vent’anni esatti da quando lo comprai. Era il 1990, ero in seconda liceo. Vent’anni: pensati tutti insieme mi appaiono tantissimi, ma in verità sono stati pochi. E poi quindici anni io non li ho mai avuti, ci sono state sempre cose più forti di me che mi hanno costretto a vincere la tentazione d’esser quindicenne. Avrei voluto? No, era troppo chic pensare di non averli, e per certi versi mi sento più giovane ora.

Ci sono cose più forti di noi. Non solo in natura, gli alberi, la tigre, il terremoto: sono più forti di noi. Intendo dentro di noi. Dentro di noi ci sono cose che ci combattono, che se la prendono con la scatola che le contiene, che ci vogliono un male tremendo. Non sono nostre nemiche, sono solo ostili, e di solito aprono le ostilità proprio quando meno te lo aspetti. Come quando vedi un amico triste, e non puoi far niente se non provare a percorrere un pezzo di strada con lui, senza battergli la mano sulla spalla, senza togliere nemmeno uno dei suoi dolori. Chi lo sa se andrà bene, tu di certo non lo sai. Copri il dolore con qualche sorriso, poi si vedrà.

 

Sono le cose più forti di noi, i sinonimi del coraggio.

Ci sono cose più forti di noi, dentro di noi. A volte sono talmente forti da essere più forti della nostra paura, ci fanno compiere prodezze che non ci attenderemmo, ci fanno essere, per pochi secondi appena, chi vorremmo davvero diventare, ci fanno superare noi stessi, rivali da battere in quasi tutte le tenzoni. Sono le cose più forti di noi, i sinonimi del coraggio.

Ma le cose dentro gli altri, le cose più forti degli altri dentro gli altri, sono ancora più forti di noi, ci sopravanzano e si prendono gioco delle nostre piccole cose, della nostra fragilità, della bellezza del nostro impegno, del provarci a portare a casa la pelle anche stasera. Aggrapparci è tutto quel che possiamo fare. Aggrapparci è una forma di felicità.